Baltschieder
Origine del nome Baltschieder
Le forme antiche sono « Ponczirrum » nel 1224 e « Balschyedro » nel 1286. L'etimologia non è ancora stata chiarita.[1]
Fondazione di Baltschieder
Il villaggio si trova all'imbocco della Baltschiedertal, la valle di cui porta il nome, nel distretto di Visp. Nel Medioevo diverse famiglie nobili vi detengono diritti, tra cui i Rarogne e gli Asperlin, e la castellania di Baltschieder-Gründen appartiene ai borghesi di Visp. La comunità si amministra da sé: la dirigono due procuratori (« Gewalthaber »). Per il culto Baltschieder dipende dalla parrocchia di Visp. Nel XIX e XX secolo l'estrazione di molibdeno nella valle affianca l'agricoltura, poi molti operai-contadini lavorano nello stabilimento Lonza di Visp. Il gioco tradizionale dell'Uomo selvaggio (« Wild-Mann-Spiel ») vi è ancora rappresentato regolarmente. Non si sa chi abbia fondato Baltschieder.[1][2]
Storia di Baltschieder
1224. Menzione nella forma « Ponczirrum ».[1]
1286. Menzione nella forma « Balschyedro ».[1]
1470. Il comune adotta i suoi statuti.[1]
XVI secolo. Probabile costruzione della casa comunale.[1]
1588. Costruzione della cappella di San Sebastiano.[1]
1589 e 1593. Il comune riscatta le decime vescovili.[1]
1636-1643. Ricostruzione della cappella di San Sebastiano.[1]
1740-1766. Nuovo restauro della cappella.[1]
1798. Fine della castellania di Baltschieder-Gründen, proprietà dei borghesi di Visp.[1]
dopo il 1825. Prima grande correzione del Rodano, seguita da una seconda dopo il 1860.[1]
1910. La popolazione raggiunge 357 abitanti, di cui 133 stranieri impiegati nella costruzione del Lötschberg.[1]
1986. Il torrente Baltschiederbach è protetto e non può più essere sfruttato per produrre elettricità.[1]
2000. Un'alluvione costringe gli abitanti a evacuare il villaggio. Possono rientrare solo dopo diverse settimane.[1]
2001. Iscrizione nel patrimonio mondiale dell'UNESCO del sito Jungfrau-Aletsch-Bietschhorn (ampliato nel 2007), di cui oggi fa parte la Baltschiedertal.[5][6]
2025. Il Gran Consiglio adotta il 13 febbraio la legge sulla fusione di Baltschieder, Eggerberg e Visp, con entrata in vigore il 1° gennaio 2027.[2]
Popolazione di Baltschieder
| 1816 | 98 abitanti |
| 1850 | 112 abitanti |
| 1900 | 190 abitanti |
| 1910 | 357 abitanti (di cui 133 stranieri impiegati nella costruzione del Lötschberg) |
| 1950 | 358 abitanti |
| 2000 | 1'050 abitanti |
| 2025 | 1'406 abitanti |
Luoghi storici di Baltschieder
Cappella di San Sebastiano. Costruita nel 1588, ricostruita nel 1636-1643 e restaurata nel 1740-1766.[1]
Casa comunale. Edificio risalente probabilmente al XVI secolo.[1]
Baltschiedertal. Valle che ha dato il nome al comune. Vi si estrasse molibdeno nel XIX e XX secolo, e il suo torrente è protetto dal 1986. Fa parte del sito del patrimonio mondiale dell'UNESCO Alpi svizzere Jungfrau-Aletsch, iscritto nel 2001 e ampliato nel 2007.[1][5][6]
Fonti
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Baltschieder » (Philipp Kalbermatter, trad. Pierre-G. Martin, version du 24.06.2014)
- Grand Conseil du Valais, « Gesetz über die Fusion der Einwohnergemeinden Baltschieder, Eggerberg und Visp » (13.02.2025), Recueil des lois valaisannes
- Office fédéral de la statistique (OFS), STATPOP, chiffres provisoires au 31.12.2025, via citypopulation.de
- geo.admin.ch, recherche de lieux (coordonnées)
- UNESCO, Centre du patrimoine mondial, « Swiss Alps Jungfrau-Aletsch » (inscription 2001, extension 2007)
- Valais/Wallis Promotion (valais.ch), « UNESCO-Welterbe Swiss Alps Jungfrau-Aletsch » (Baltschiedertal)
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