Barrage de Mattmark
Origine del nome Barrage de Mattmark
La diga porta il nome di Mattmark, in fondo alla valle di Saas. Verso il 1300 il luogo segna già il limite degli alpeggi che gli abitanti della valle riscattano dai Blandrate, tra il Martiswald e Mattmark. Il significato del nome resta senza spiegazione.[1]
Fondazione di Barrage de Mattmark
Molto prima della diga, Mattmark aveva un lago naturale, trattenuto dalla lingua del ghiacciaio dell'Allalin che sbarrava la valle. Le sue rotte sono spesso indicate, dal XV al XIX secolo, come causa di gravi danni d'acqua nel Vallese. I primi esperti arrivano nella valle di Saas negli anni 1950. Le Forze motrici di Mattmark SA (Kraftwerke Mattmark AG) costruiscono poi uno sbarramento per alimentare una centrale idroelettrica. L'impianto riguarda i quattro comuni della valle, ma la sovranità territoriale spetta a Saas-Almagell. Elektrowatt, dove aveva lavorato l'ingegnere Roger Bonvin, è la società incaricata della costruzione.[1][4][5]
Storia di Barrage de Mattmark
verso il 1300. Gli abitanti della valle di Saas comprano dai Blandrate, conti di Visp, gli alpeggi situati tra il Martiswald e Mattmark.[1]
1633. Il 4 agosto il lago di Mattmark si svuota di colpo. È una delle rotte più forti tra la trentina conosciute in quattro secoli.[5]
1772. Nuova grande rotta del lago, il 17 settembre.[5]
1825. Il ghiacciaio dell'Allalin raggiunge la sua massima estensione.[5]
1834. Il 27 agosto, la terza delle grandi rotte del lago.[5]
verso il 1925. Fino ad allora il ghiacciaio dell'Allalin sbarra la valle principale come una diga di ghiaccio. In seguito la sua lingua si trova 300 m sopra il fondovalle.[5]
1927. Una galleria devia finalmente la Vispa.[5]
1960-1965. Le Forze motrici di Mattmark SA costruiscono la diga, i cui lavori iniziano nel maggio 1960 (conclusione nel 1967 o nel 1969 secondo altre fonti).[1][3][6]
1961. Il villaggio di Zer Meiggeru e la sua cappella di Sant'Anna del 1707 scompaiono con la costruzione della diga.[2]
1963. Il cantiere impiega 1'400 operai, alloggiati nel villaggio di baracche di Zermeiggern.[4]
1965. Lunedì 30 agosto alle 17.15 una parte del ghiacciaio dell'Allalin crolla su officine, uffici, mense e dormitori del cantiere. Gli 88 morti sono 56 italiani, 23 svizzeri, 4 spagnoli, 2 austriaci, 2 tedeschi e un apolide. In ottobre 61 persone risultano ancora disperse.[1][3][4]
1967. Tre esperti, un austriaco, un tedesco e un francese, presentano un rapporto internazionale sulla catastrofe.[4]
1969. Messa in servizio della centrale idroelettrica.[1]
1972. Dopo sette anni di indagini, il tribunale distrettuale di Visp assolve i 17 imputati. Il 18 marzo si svolge una manifestazione a Ginevra. In settembre il Tribunale cantonale conferma l'assoluzione a Sion e mette metà delle spese a carico dei ricorrenti, soprattutto le famiglie delle vittime. Lo Stato italiano finisce per pagarle.[3][4]
1993. Dopo la piena, la soglia dello sfioratore viene rialzata di 2 m.[6]
2015. Il 30 agosto, cinquant'anni dopo la catastrofe, viene inaugurata sul luogo della tragedia una nuova pietra commemorativa.[3]
2022. Scade il periodo di protezione degli atti del processo, che diventano consultabili.[3][4]
Luoghi storici di Barrage de Mattmark
Diga di Mattmark. Diga in terra con nucleo di tenuta, alta 117 m (120 m secondo un'altra fonte) e lunga 780 m al coronamento. Il corpo diga conta 10,5 milioni di m³ di materiale. È considerata la più grande diga in terra d'Europa. Il coronamento si trova a circa 2'200 m di quota.[3][6][7]
Lago artificiale. Il lago, alimentato dalla Saaser Vispa e da prese d'acqua su un bacino imbrifero di 88 km², ha un volume utile di 100 milioni di m³. Un sentiero quasi pianeggiante ne fa il giro in circa 2 ore e 30, con vista fino al passo del Monte Moro.[3][6][7]
Ghiacciaio dell'Allalin. Ghiacciaio la cui lingua sbarrava un tempo la valle e tratteneva il lago naturale di Mattmark. Una parte di questa lingua crollò sul cantiere nel 1965.[1][5]
Vestigia di Barrage de Mattmark
Pietra commemorativa. Pietra inaugurata il 30 agosto 2015 sul luogo della catastrofe, in memoria degli 88 operai morti nel 1965. Ogni anno si tiene una cerimonia in ricordo delle vittime.[3][4]
Fonti
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Vallée de Saas » (Paul Martone, trad. Laurent Auberson, version du 06.01.2012)
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Saas-Almagell » (Paul Martone, trad. Florence Piguet, version du 09.02.2011)
- Sonia Fenazzi, « Mattmark, une page dramatique de l'histoire suisse », swissinfo.ch, 28.08.2015
- Luca Beti, « Unglück am Mattmark-Staudamm: Als eine Eislawine 88 Arbeiter unter sich begrub », swissinfo.ch, 29.08.2025
- Wolfgang Schweizer, « Gletscherseen. Gedanken zur Klassifikation mit besonderer Berücksichtigung von Beispielen aus den Schweizeralpen », Geographica Helvetica 12 (1957)
- Comité suisse des barrages (swissdams), fiche « Mattmark » (données techniques)
- Valais/Wallis Promotion, « Mattmark » (données techniques et chemin du lac)
- geo.admin.ch, recherche de lieux, Staudamm Mattmark (coordonnées)
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