Bösingen
Origine del nome Bösingen
Il villaggio è menzionato nel 1228 nella forma « Basens », divenuta poi « Besingen » e infine Bösingen. In francese si diceva un tempo « Bésingue ». L'ipotesi di un nome romano « Bassiniacum » è stata scartata nel 1997. La posta introdusse nel 1855, contro la volontà del comune, il nome di Grossbösingen, ufficiale dal 1953 al 1962, anno in cui il Consiglio federale annullò il cambiamento.[1][2]
Fondazione di Bösingen
Bösingen è un villaggio compatto, antico centro parrocchiale di un grande comune agricolo, su una collina presso la confluenza della Sarina e della Sense, di fronte al castello di Laupen. È circondato dalle frazioni di Fendringen, Friseneit, Grenchen, Litzistorf, Niederbösingen, Noflen, Lischera, Richterwil, Riederberg, Uttiwil e Vogelshus. Una tenuta romana occupava il luogo dell'attuale chiesa, e insediamento e culto proseguono dal cimitero altomedievale nella villa fino alle chiese del villaggio. Dopo la fondazione di Berna e Friburgo, Bösingen si trova sulla strada principale tra le due città, e il suo ponte sulla Sense resta l'unico fino al 1470.[1][2][3]
Storia di Bösingen
Età di Hallstatt. Al Bodenholz vengono deposte delle tombe.[1][2]
I-IV secolo. Una vasta villa romana si estende sul luogo dell'attuale chiesa e delle scuole.[1][2]
Metà del X secolo. La casa reale di Borgogna cede probabilmente la chiesa all'abbazia di Payerne.[1]
XII-XIII secolo. Gran parte delle terre passa dai signori di Fendringen, dai cavalieri di Maggenberg e dai Praroman al convento della Maigrauge e all'ospedale di Friburgo.[1]
Verso il 1250. La commenda dell'Ordine teutonico di Köniz, che ha ottenuto il diritto di patronato nella prima metà del secolo, costruisce la chiesa di San Giacomo accanto a quella di San Siro.[1][2]
1285. Prima menzione della cappella di San Siro.[1]
1442. Con la vendita dei feudi dei Thierstein vasti beni passano alla città di Friburgo. Bösingen fa parte delle sue Antiche Terre fino al 1798.[1][3]
1447. Al primo censimento il villaggio conta solo dieci famiglie, cioè 35 persone.[2][3]
1470. Un nuovo passaggio della Sense a Neuenegg fa perdere a Bösingen il suo ruolo sulla strada di transito.[1][3]
1485. Il diritto di patronato passa al capitolo di San Vincenzo di Berna, poi nel 1528, con la Riforma, a Berna.[1][3]
1788-1791. La vecchia chiesa di San Giacomo è demolita e sostituita dall'attuale chiesa tardobarocca (o 1788-1790). La guglia è posata nel 1793.[2][3]
1802. Viene costruito il primo edificio scolastico. Sarà demolito nel 1962 per ingrandire il cimitero.[2][3]
1816. Il 1° novembre la grande campana si incrina. La nuova, fusa nel 1818, è la più grande del distretto.[2][6]
1831. Bösingen diventa formalmente un comune politico.[1]
1868. Gli immigrati bernesi, presenti dalla metà del XIX secolo, aprono una scuola riformata a Fendringen. Nel 1929 segue a Uttiwil una scuola riformata per contadine.[1]
1888-1890. Costruzione della strada cantonale Laupen-Tuftera-villaggio-Riederberg.[2]
1889. Dopo una sentenza del Tribunale federale il diritto di patronato passa finalmente al cantone di Friburgo.[1]
1904. Il collegamento di Laupen alla ferrovia della valle della Sense orienta maggiormente Bösingen verso la regione di Berna.[1]
1977. Oberbösingen, con circa 600 abitanti e quasi un quarto del territorio, passa a Wünnewil-Flamatt.[1][2]
Popolazione di Bösingen
Fonti e riferimenti: [1][2][7]
| 1447 | 188 abitanti |
| 1831 | 880 |
| 1850 | 1'124 |
| 1900 | 1'438 |
| 1950 | 2'008 |
| 1970 | 2'317 |
| 1980 | 1'808 |
| 2000 | 3'117 |
| 2025 | 3'336 |
Luoghi storici di Bösingen
Chiesa di San Giacomo. Chiesa parrocchiale tardobarocca costruita dal 1788 al 1791 su un tronco di torre in tufo della fine del XV o dell'inizio del XVI secolo. La guglia coperta di scandole è del 1793, l'altare maggiore di Joseph Moosbrugger del 1824 e l'organo di Moritz Mooser del 1844, riportato alla forma originale nel 1971. I dipinti dei soffitti sono di Gottfried Locher, altri due di Raymond Meuwly (1971). L'antica campana di San Siro vi suona contro i temporali. Bene culturale d'importanza regionale.[2][3][4]
Cappella del cimitero. Cappella della Santa Croce costruita nel 1836 al posto di una cappella del XVI secolo, restaurata nel 2004.[2][3]
Casa parrocchiale. Casa costruita nel 1576, completata nel 1780 e affiancata da un granaio.[3]
Schlössli. Residenza di campagna del 1755, con parco.[3]
Casa padronale di Vogelshus. Costruita nel 1757 per Simon-Nicolas Lenzburger (1717-1806), fatto conte di Lenzbourg nel 1783 da Vittorio Amedeo III di Sardegna, e attribuita a Johann Paulus Nader. Ha fatto da modello alle case padronali friburghesi della seconda metà del XVIII secolo. Bene culturale d'importanza nazionale.[4][5]
Casa padronale di Friseneit. Casa padronale dei Praroman, bene culturale d'importanza regionale.[4]
Centro del villaggio. Iscritto nell'inventario federale degli insediamenti d'importanza nazionale. Attorno alla chiesa si trovano la vecchia osteria parrocchiale del 1837 e la nuova, neogotica, del 1903.[2][3]
Vestigia di Bösingen
Villa romana e cimitero altomedievale. Il sottosuolo del villaggio, bene culturale d'importanza nazionale, riunisce una villa gallo-romana, un cimitero altomedievale e un'antica chiesa. I reperti romani vanno dal I al IV secolo. Un posto fortificato romano, avamposto di Aventicum, sarebbe forse sorto sul luogo del cimitero.[1][2][3][4]
Chiesa di San Siro. Chiesa di pellegrinaggio citata nel 1285, accanto a quella di San Giacomo, demolita nel 1890.[1][2]
Leggende di Bösingen
La campana più grande del distretto. Dopo l'incrinatura della loro grande campana nel 1816, gli abitanti di Bösingen vollero averne una più grande di quella di Tafers, la più grande del distretto, di cui nessuno voleva dar loro le misure. Due uomini si introdussero nel campanile di Tafers e misurarono il bordo della campana con uno spago, segnato da un nodo. Scoperti sulla piazza, furono invitati alla locanda San Martino, dove li si fece parlare mentre un uomo di Tafers tagliava di nascosto un pezzo dello spago. Tornati con la misura accorciata, aggiunsero un margine e ordinarono la campana. Il parroco Moritz Schwaller ha annotato questo racconto tramandato oralmente. La campana di Bösingen, un po' meno larga, è più alta di quella di Tafers.[6]
I fondatori di San Siro. La tradizione riferisce che il re Rodolfo e la regina Berta di Borgogna, che verso il 930 avevano costruito il castello di Laupen sull'altra riva della Sense, fecero edificare anche la chiesa di San Siro verso il 935.[2]
Fonti
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Bösingen » (Jean-François Steiert, version du 07.01.2003)
- Commune de Bösingen, « Geschichte »
- Inventaire fédéral des sites construits d'importance nationale (ISOS), « Bösingen »
- Office fédéral de la protection de la population, « Révision Inventaire PBC 2021 : liste cantonale, canton de FR » (état au 1.1.2026)
- Inventaire suisse des biens culturels d'importance nationale (PBC), fiche KGS 01959, « Herrenhaus de Lenzbourg », d'après le Guide artistique de la Suisse (SHAS)
- Commune de Bösingen, « Wie Bösingen zur grössten Glocke im Bezirk kam » (récit de Moritz Schwaller, Freiburger Nachrichten, 25.11.1994)
- Service de la statistique du canton de Fribourg (SStat), « Population des communes, de 1900 à 2025 » (T01-02-03), population résidante permanente au 31.12.2025
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