
Chamoson
Origine del nome Chamoson
Si trovano « Camusia » nel 1050 e « Scamosun » nel 1233. Il nome designerebbe, per ellissi, la tenuta di un certo Camusius, ma non è accertato. In tedesco il villaggio si sarebbe chiamato un tempo Tschamboss.[1]
Fondazione di Chamoson
Non si sa chi abbia fondato il villaggio, ma il sito è occupato dal Neolitico, come attesta un'ascia, e vi è stato scoperto un abitato del Bronzo finale. Dall'XI secolo Chamoson fa parte della signoria di Ardon-Chamoson, che dipende dalla mensa vescovile di Sion e comprende anche Ardon, Saint-Pierre-de-Clages e Grugnay. Un castello, Chavey, vi è attestato nella seconda metà del XIII secolo. Distinte dal Medioevo, le comunità di Chamoson e di Ardon si separano completamente solo nel XIX secolo. Il vigneto conquista il conoide della Losentse nel XX secolo, in seguito a grandi lavori di bonifica e di irrigazione.[1][2]
Storia di Chamoson
Neolitico. Vestigia neolitiche, tra cui un'ascia. È attestato anche un abitato del Bronzo finale.[1]
XI secolo. Chamoson fa parte della signoria di Ardon-Chamoson, che dipende dalla mensa vescovile di Sion.[2]
1050. Menzione nella forma « Camusia ».[1]
1233. Menzione nella forma « Scamosun ».[1]
XIII secolo. Nella seconda metà del secolo è attestato a Chamoson il castello di Chavey. La data della sua distruzione è sconosciuta.[2]
1315. Ardon e Chamoson formano già comunità distinte.[2]
1319. Menzione della parrocchia di Chamoson.[1]
1334. Al più tardi a questa data la parrocchia è unita a quella di Ardon. Lo resterà fino al 1832.[1]
1384-1475. La signoria è nelle mani dei conti e poi duchi di Savoia, prima di tornare alla mensa vescovile.[2]
1798. Fine della signoria di Ardon-Chamoson. Chamoson dipende dal distretto di Martigny fino al 1815.[1][2]
1819. Separazione comunale completa da Ardon.[1]
XIX secolo. All'inizio del secolo è sfruttata una miniera di ferro. La chamosite, minerale riconosciuto nel 1820, prende il nome da Chamoson. Sarebbe stata descritta dall'ingegnere Pierre Berthier.[1][8]
1880. Il vigneto copre 50 ettari.[1]
1922. Apertura di una stazione FFS.[1]
1929-1930. Un nuovo santuario sostituisce l'antica chiesa di Saint-André.[1]
1930-1942. Grandi lavori nella pianura: canale Sion-Riddes (1930-1940), correzione del Rodano (1936-1942) e raggruppamento particellare (1937-1938), seguiti dai canali d'irrigazione (1938-1966).[1]
1944. Il vigneto raggiunge 180 ettari.[1]
1945. Clages cessa di far parte della parrocchia di Chamoson.[1]
Verso il 1990. Il vigneto copre circa 425 ettari, il più grande del Vallese.[1]
Popolazione di Chamoson
| 1850 | 1'140 |
| 1900 | 1'731 |
| 1950 | 2'053 |
| 1980 | 2'094 |
| 2000 | 2'497 |
| 2025 | 4'483 |
Luoghi storici di Chamoson
Chiesa di Saint-André. Santuario costruito nel 1929-1930 in sostituzione dell'antica chiesa. Avrebbe conservato il campanile del 1751-1752 e sarebbe decorato da un mosaico, pitture murali e vetrate di Edmond Bille.[1][7]
Saint-Pierre-de-Clages. Villaggio del comune, compreso nella signoria di Ardon-Chamoson e nella parrocchia di Chamoson fino al 1945. La sua chiesa romanica, citata dal 1153 e sormontata da una torre ottagonale d'ispirazione cluniacense, risalirebbe verosimilmente all'XI secolo, o forse al primo terzo del XII secolo. Con l'antico priorato è un bene culturale d'importanza nazionale. Il villaggio ospita anche il « Village suisse du Livre ».[1][2][5][6][7]
Vigneto della Losentse. Il più grande vigneto del Vallese, passato da 50 ettari nel 1880 a circa 425 ettari verso il 1990 sul conoide della Losentse, torrente che provoca frequenti inondazioni.[1]
Vestigia di Chamoson
Castello di Chavey. Castello attestato nella seconda metà del XIII secolo, la cui data di distruzione è sconosciuta.[2]
Miniera di ferro. Sfruttata all'inizio del XIX secolo. Ne resterebbero solo alcune vestigia.[1]
Leggende di Chamoson
Le fate di Gru. Sopra Ardon e Chamoson, un rudere di bastione addossato alla roccia di Gru avrebbe ospitato fate maliziose che saccheggiavano vigne e campi. Offrirono di arginare il Rodano se le si fosse lasciate in pace. Gli abitanti di Chamoson rifiutarono e assediarono il loro rifugio. Le fate fuggirono dietro una cortina di fumo e non tornarono più, e da allora i raccolti furono risparmiati.[9]
Fonti
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Chamoson » (Danielle Allet-Zwissig), version de 1998 remaniée le 24.05.2005
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Ardon-Chamoson » (Danielle Allet-Zwissig), version de 1997 remaniée le 10.04.2014
- Office fédéral de la statistique (OFS), STATPOP, chiffres provisoires au 31.12.2025, via citypopulation.de
- geo.admin.ch, service de recherche de swisstopo (Chamoson)
- Commune de Chamoson, « Le patrimoine bâti de St-Pierre-de-Clages »
- Inventaire PBC (OFPP), fiche 6682 « St-Pierre-de-Clages, église St-Pierre et ancien prieuré », texte de la Société d'histoire de l'art en Suisse
- Office fédéral de la protection de la population (OFPP), Inventaire PBC, liste cantonale du Valais (objets A et B, état au 1.1.2026)
- Webmineral, « Chamosite Mineral Data »
- Solandieu, Légendes valaisannes, 1919, « Les Chamosards et les fées de Gru »
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