Château d'Illens
Origine del nome Château d'Illens
Il castello porta il nome di Illens, citato nel 1138-1143 in una donazione all'abbazia di Hauterive (o nel 1174, quando un necrologio di Hauterive nomina « Hugo, miles de Illens »). Il nome resta inspiegato.[1][5]
Fondazione di Château d'Illens
La fortezza sorgeva su uno sperone roccioso sopra la Sarine, di fronte al castello e al villaggio di Arconciel, con cui formò un'unica signoria fino al 1475. Esisteva probabilmente prima della metà del XII secolo, dopo il castello di Arconciel, attestato nel 1082. Ciò che si vede oggi non è il castello medievale, di cui non resta nulla, ma il maniero che Guillaume de La Baume fece erigere dal 1455 all'estremità nord del promontorio, probabilmente sulle sue rovine. Ciambellano di Carlo il Temerario e del re Carlo VII, cavaliere del Toson d'oro e governatore della Bresse per il duca di Savoia, voleva un padiglione di caccia confortevole, senza funzione difensiva.[1][2][3][4][5]
Storia di Château d'Illens
Fine dell'XI secolo. Illens dipende dai conti di Borgogna, poi a metà del XII secolo dai conti di Neuchâtel. Un secolo dopo vengono i Savoia, poi i conti di Gruyère.[1]
Fine del XIII secolo. Alla fine del XIII o all'inizio del XIV secolo un contrafforte è aggiunto al muro di cinta che proteggeva il castello e le case vicine.[1]
1324. Borghesi di Friburgo e di Berna si impadroniscono della signoria.[1][5]
1455. Guillaume de La Baume prende possesso del dominio, il cui castello è allora in parte in rovina, e avvia il suo maniero.[1][2][3][4]
1474. Guillaume de La Baume è accolto calorosamente a Friburgo.[1]
1475. Durante la guerra contro il duca di Borgogna, Berna e Friburgo prendono la collina in gennaio, il 2 gennaio secondo una fonte, con 150 Friburghesi e 25 Bernesi. Il maniero resta incompiuto. Le rovine servono poi da cava, ma il maniero è in parte risparmiato.[1][2][4][5]
1490. Guillaume de La Baume muore senza discendenti.[5]
XVI secolo. Il maniero fa da modello alle residenze dei balivi che lo Stato di Friburgo costruisce a Romont, Rue e Surpierre.[1][2]
XVI-XIX secolo. Famiglie patrizie di Friburgo, i de Castella, de Boccard, de Reynold e de Weck, possiedono il dominio e usano il maniero come padiglione di caccia.[3][5]
Fine del XIX secolo. Viene condotto un ultimo tentativo di conservazione.[4]
1903. Monaci trappisti venuti dall'abbazia della Coudre, a Laval, acquistano il dominio e allestiscono una biblioteca nella torre. Vi producono il formaggio « Port-du-Salut » con il latte di 60 mucche.[1][3][5]
1914. I monaci lasciano Illens. Il dominio, 118 ha di cui 42 di bosco, è venduto al comune di Rossens, e la torre cade in rovina.[1][3][5]
2008. L'Association Château d'Illens, presieduta dall'ex consigliera di Stato Roselyne Crausaz, avvia il progetto di salvataggio.[4]
2015. In autunno i primi sondaggi archeologici precedono la conservazione delle rovine. Il costo dei lavori è allora stimato a circa 3,5 milioni di franchi.[1][2][4]
2016. Inizia il cantiere di restauro. In maggio il Servizio archeologico disegna la prima ricostruzione del maniero e del suo passaggio coperto.[1][3]
2025. In marzo vengono aperti nuovi sondaggi sul sentiero d'accesso.[1]
Luoghi storici di Château d'Illens
Maniero di Guillaume de La Baume. L'edificio rettangolare conta tre piani sopra il pianterreno, una torre scala ottagonale all'angolo nord-ovest e una cantina voltata in tufo. Il lato sud allinea quattro camini sovrapposti, il lato est torrette per le latrine. Lo stemma La Baume sovrasta l'ingresso della torre, quello di Guillaume e di sua moglie Henriette de Longwy la porta del terzo piano.[1][5]
Passaggio coperto. Un passaggio coperto con una torretta fu costruito insieme al maniero, il che mostra che la casa aveva un tetto fin dall'origine.[1][2]
Tetto e ponteggio. Un tetto piatto, leggermente sporgente, protegge la molassa dalla pioggia. Poggia su un ponteggio metallico permanente, progettato dall'architetto Raoul Andrey e dall'ingegnere Jacques Dorthe, che si appoggia ai pilastri della volta senza ancorarsi ai muri. Passerelle portano ai piani, e la ditta Sottas di Bulle vi ha posato 55 tonnellate di acciaio. Ai piedi dell'edificio sono stati rimossi 243 m³ di macerie.[3]
Sito d'importanza nazionale. Il sito è considerato d'importanza nazionale. L'Association Château d'Illens ne cura la conservazione e la valorizzazione.[1][2]
Vestigia di Château d'Illens
Castello medievale e cinta. Del mastio resta solo un nucleo di muratura. Il muro di cinta, a ovest e a nord, raggiungeva 6-7 m di altezza e poggiava sulla roccia livellata, con contrafforti secondo una tecnica descritta da Vitruvio. Gli scavi hanno rivelato due fasi di occupazione, tra cui una fucina riconoscibile dalle scaglie di battitura del ferro, e un pozzo o una cisterna scavati nella molassa.[1][2]
Scala e decori dispersi. La scala a chiocciola della torre è stata smontata e si trova oggi nel castello di Farvagny. Boiserie e frammenti di camini sono forse conservati in edifici vicini.[3]
Villaggio medievale. Resti di un villaggio medievale restano sepolti nel bosco.[4]
Leggende di Château d'Illens
Conon e Isaure. Una leggenda romantica, quella di Conon e Isaure, ha ispirato all'abate Bovet una canzone popolare.[1]
Il cunicolo. Un passaggio sotterraneo avrebbe collegato Illens al castello di Rue o a quello di Oron, a più di 25 km.[1]
Il tesoro. Un tesoro sarebbe nascosto vicino al sito.[1]
Fonti
- Association Château d'Illens, « Histoire »
- État de Fribourg, Service archéologique (SAEF), « Le "Château" d'Illens et ses alentours vus par les archéologues » (mise à jour du 11.01.2024)
- Le Temps, « Sur la Sarine, la plus belle ruine de Suisse romande dévoile ses secrets »
- Dominique Meylan, « Le château d'Illens sauvé par quelques passionnés », La Gruyère, 16.07.2015
- Manuel Greca, « Rossens : une commune de la Sarine en expansion ? », travail de maturité (avril 2011), d'après Robert Ayer, « Rossens et Illens à travers les âges » (2008), publié par la commune de Gibloux
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