Ruines d'Arconciel

Sito Cantone di Friburgo · Distretto: Sarine · Sito non abitato (comune di Bois-d'Amont)
Fa parte del comune di Bois-d'Amont

Origine del nome Ruines d'Arconciel

Il luogo entra nella storia nel 1082 con il nome di « castrum Arconciacum ». Il nome latino, rimasto inspiegato, è stato ripreso dall'associazione che si occupa delle rovine.[2][8]

Fondazione di Ruines d'Arconciel

Il borgo castrale occupa uno sperone roccioso stretto in un meandro della Sarine, le cui falesie a picco servivano da difesa naturale e da cui si controllavano i guadi. Questo passaggio segnò a lungo il confine linguistico tra la riva destra germanofona e la riva sinistra francofona. Il borgo risale all'XI secolo. Nel 1082 l'imperatore Enrico IV lo affida con il suo dominio a Conon d'Oltingen, che poi erige la fortezza di Illens sull'altra riva. Arconciel e Illens formano un'unica signoria fino al 1475.[1][2][4][5]

Storia di Ruines d'Arconciel

Neolitico. Il sito è occupato quasi senza interruzione da circa 7'000 anni.[4]

1082. Un diploma di Enrico IV affida il « castrum Arconciacum » e il suo dominio a Conon d'Oltingen.[1][2][8]

XII secolo. Conon fa costruire Illens di fronte, poi cede la signoria al cavaliere Ulrich, della casa di Glâne. Essa passa in seguito ai conti di Neuchâtel e al loro ramo di Aarberg.[1][2]

XII-XIII secolo. Il castello e il suo borgo conoscono il loro apogeo.[4]

Inizio del XIII secolo. La torre occidentale, di circa 9 m di lato, conta due piani abitativi. La sua bifora con architrave monolitico e colonnina risale a quest'epoca. Un incendio pone fine più tardi al suo uso residenziale.[5]

1251. Ulrich d'Aarberg riconosce la sovranità di Pietro II di Savoia sul borgo.[1][2]

1271. Il borgo riceve una carta di franchigie ispirata alla Handfeste di Friburgo.[2][8]

1292. La signoria è venduta a un borghese di Friburgo, il che frena lo sviluppo del borgo.[1][2]

Seconda metà del XIV secolo. Nella torre occidentale è costruita una torre interna, le aperture sono murate e il secondo piano è dotato di tre piccole feritoie per armi da fuoco.[5]

1377. Il castello e le case del borgo sono in rovina.[1][2]

Prima metà del XV secolo. Il borgo, già fatiscente, è abbandonato (al più tardi verso la metà del secolo). Le sue pietre squadrate servono alle chiese di campagna e agli edifici della città di Friburgo.[3][4][5]

1475. Durante le guerre di Borgogna, Berna e Friburgo prendono d'assalto il dominio di Illens-Arconciel. Arconciel è annesso alle Antiche Terre dal 1475 (o nel 1484).[1][2][8]

XVI-XIX secolo. Il sito appartiene alla parrocchia di Arconciel, serve da cava e poi fa parte di una tenuta agricola. Le rovine passano più tardi al comune di Arconciel.[1][2][4]

1975. Da quest'anno il sito ha restituito più di 400 oggetti.[5]

2018. Appassionati di patrimonio fondano l'associazione Arconciacum, che guida la conservazione delle rovine.[4]

2022-2023. Da novembre 2022 a gennaio 2023 la guardia forestale Yvan Gendre e una squadra di Forêts-Sarine, con il Servizio archeologico, abbattono circa 200 m³ di legname per liberare le torri. I tronchi sono portati fuori a mano, in una quarantina di viaggi.[4]

2023-2024. Un angolo della torre è consolidato con circa 6,6 m³ di calcestruzzo di calce, e reti coprono tre quarti della torre contro la caduta di pietre.[6]

2024. Dal 15 aprile al 30 settembre il Servizio archeologico, l'Università di Borgogna e l'associazione scavano il borgo. Portano alla luce una fucina, ceramiche, piastrelle di stufa, punte di freccia in ferro ed elementi di cotta di maglia.[5][7]

Luoghi storici di Ruines d'Arconciel

Torri del castello. La torre d'ingresso, in pietrame di molassa e tufo, la torre di guardia, con base in molassa, e la torre occidentale sono di nuovo visibili dal 2023.[4]

Sperone del borgo. Il sito copre circa 7'000 m², a circa 640 m di altitudine. Si vedono i solchi scavati nella roccia che reggevano le case, tre porzioni di edificio ancora in piedi e alcuni frammenti di muratura.[3][5]

Vestigia di Ruines d'Arconciel

Case del borgo. Due file di case fiancheggiavano lo sperone. L'erosione delle falesie di molassa ha probabilmente portato via una parte dei muri esterni, e le radici di abeti rossi, faggi e pini hanno danneggiato le rovine.[3][4]

Fucina ed edificio. Gli scavi del 2024 hanno portato alla luce una fucina al centro del borgo e un edificio di circa 15 m per 8 m, a valle del sentiero forestale.[5][7]

Nicchia dipinta. Una nicchia scavata nella molassa conserva tracce di intonaco dipinto di rosso e bianco.[5]

Fonti

  1. Association Arconciacum, « Histoire » du bourg castral d'Arconciel
  2. Association Arconciacum, « Médiéval » (bourg castral)
  3. Fribourg Région, « Arconciacum » (bourg médiéval d'Arconciel)
  4. Forêts-Sarine, « Le Château d'Arconciel mis en lumière » (juin 2023)
  5. Leana Catalfamo et Marion Liboutet (Service archéologique de l'État de Fribourg), « Arconciel FR, Vers les Châteaux », Chroniques archéologiques suisses, ArcheoBase (2025)
  6. Association Arconciacum, « Le projet » (restauration de la tour)
  7. Association Arconciacum, page d'accueil (fouilles de 2024)
  8. Dictionnaire historique de la Suisse, « Arconciel (commune) » (Marianne Rolle), version du 10.06.2021

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