Château de Bossonnens

Sito Cantone di Friburgo · Distretto: Veveyse · Sito disabitato (comune di Bossonnens)
Fa parte del comune di Bossonnens

Origine del nome Château de Bossonnens

Il castello porta il nome del villaggio, citato verso l'anno 1000 come « Bucenens ». Il luogo delle rovine si chiama « Sur la Tour ».[1][2]

Fondazione di Château de Bossonnens

Il castello occupa la roccia che forma l'ultimo gradino del monte Vuarat, sopra il villaggio e la strada da Oron a Vevey. La sua torre rotonda sorveglia lo sbocco della valle di Tatroz nella valle della Broye. Un primo castello sorge verso il 1150, probabilmente per iniziativa dei Blonay, che tenevano queste terre dall'abbazia di Saint-Maurice. Gli Oron, che succedono loro nel XIII secolo, proseguono la costruzione. A nord si trovava il castello, con il corpo di fabbrica e la cappella di Saint-André, difesi da una cinta a scarpa. A sud il borgo fondato da Amédée d'Oron contava una ventina di case, sotto la torre rotonda.[2][3][4][7]

Storia di Château de Bossonnens

Verso il 1150. Sullo sperone roccioso sorge un castello, probabilmente costruito dai Blonay. Il mastio quadrato risalirebbe al XII secolo.[1][3]

1221. Rodolphe I d'Oron, primo della sua famiglia citato come signore di Bossonnens, prosegue la costruzione del castello.[3][7]

Verso il 1260. Amédée I d'Oron fa erigere la torre rotonda a sud e fonda il borgo tra la torre e il castello.[1][2][3]

1307. Amédée muore. La vedova Jaquète eredita il castello.[3]

1349. Per testamento Girard II d'Oron lascia il castello al nipote Aymon II, futuro gran balivo di Vaud.[3]

1399. Marguerite d'Oron, signora di Bossonnens, fa una donazione alla cappella del castello.[3]

1410. Alla sua morte il castello passa ai figli del primo marito, François de La Sarraz. Finisce il periodo degli Oron.[1][3]

1455. Il forno banale lascia il borgo per il nuovo villaggio, ai piedi delle rocce. Il borgo è abbandonato nel corso del XV secolo.[1][2][3][7]

1475. Il 28 ottobre friburghesi e bernesi incendiano il castello, a torto, perché Bossonnens non dipendeva da Casa Savoia. Gli scavi hanno rivelato un altro incendio, nel 1512.[1][3][7]

1513. Georges de La Sarraz, indebitato, vende il castello al duca di Savoia. Pierre de Beaufort, balivo di Vaud, ne prende possesso il 3 ottobre.[1][3]

1536-1554. Friburgo vi insedia un balivo e fa costruire una nuova abitazione. La residenza balivale è ricostruita nel 1553-1554.[2][3]

1618. L'8 maggio Friburgo vende il castello, già in rovina, e il suo dominio al consigliere Henri Lamberger. Il sito è abbandonato a poco a poco nel XVII secolo.[1][2][3]

1716. Le pietre delle cappelle medievali servono a costruire la cappella di Saint-André del villaggio. La rovina diventa completa nel XVIII secolo.[1][3][4]

1895. Charles Pasche descrive le rovine nella Revue historique vaudoise e propone di farne un rilievo.[4]

Fine del XIX secolo-1939. Il comune fa frantumare le mura e la punta nord della roccia per fornire ghiaia alle strade cantonali. La distruzione cessa nel 1939, quando la strada viene asfaltata.[6]

1975-1987. L'archeologa cantonale Hanni Schwab visita il sito nel 1975, su richiesta di Joseph Cottet. Un esperto lo esamina nel 1987.[3]

1990-1996. L'Associazione per la valorizzazione delle vestigia medievali di Bossonnens è fondata nel 1990. I restauri iniziano nel 1996, con disoccupati e poi stagisti in reinserimento.[3][5][6]

2003-2004. Lo svuotamento del mastio con l'escavatore impone uno scavo d'urgenza, che porta alla luce uno spesso strato d'incendio, probabilmente quello del 1475. Il mastio viene poi coperto da un tetto, e nel 2004 segue uno scavo-scuola.[5][6]

2016. È inaugurato un sentiero didattico di undici pannelli, redatti dal Servizio archeologico dello Stato di Friburgo.[3][8]

Luoghi storici di Château de Bossonnens

Mastio. Il mastio quadrato, di circa dieci metri di lato, è costruito con grandi blocchi di puddinga estratti sul posto con cunei di legno. Controllava uno degli accessi al borgo e oggi è protetto da un tetto.[5][6]

Torre rotonda. La torre circolare di tipo sabaudo, degli anni 1260, domina la parte sud del sito. Nel 1895 era alta circa 15 m, con 10 m di diametro e muri di 3 m alla base, e la sua sola apertura era una stretta feritoia.[1][2][4]

Cinta e corpo di fabbrica. Un muro di una trentina di metri, collegato al mastio, protegge un vasto edificio di 15 per 20 m, interpretato come corpo di fabbrica. Le rovine del castello e del borgo figurano nell'inventario dei beni culturali d'importanza nazionale (categoria A).[5][9]

Sentiero didattico. Undici pannelli presentano la pianta dell'area, gli scavi, il borgo, il castello, la cronologia del sito e le tecniche di costruzione.[8]

Vestigia di Château de Bossonnens

Il borgo. Una ventina di « chésaux » erano allineati su due file, a ovest e a est. I registri di riconoscimento del 1496 e del 1543 danno i nomi degli occupanti, tra cui un cappellano, Pierre des Eschiens.[2][6]

Cappella dei Santi Andrea e Teodulo. La cappella del cortile del castello, attestata prima del 1358, è stata distrutta nel 1716.[1]

Blocchi di puddinga. Vicino al borgo, nel bosco, due blocchi recano incavi per cunei di legno. Vi si vedevano pietre a coppelle preistoriche, ma sono blocchi preparati per essere spaccati nel Medioevo.[5]

Leggende di Château de Bossonnens

L'imperatrice Adelaide. A Bossonnens si ama credere che l'imperatrice Adelaide, figlia della regina Berta, vi si sarebbe riposata nel 999, sulla strada che la portava da Selz, in Alsazia, a Vevey e all'abbazia di Saint-Maurice. Charles-Albert Cingria ha raccontato questo viaggio.[6]

Fonti

  1. Dictionnaire historique de la Suisse, « Bossonnens » (Marianne Rolle, version du 10.03.2011)
  2. Inventaire suisse des biens culturels, « Bossonnens, ruines du château et du bourg » (KGS 01960)
  3. Les vestiges de Bossonnens, « Quelques dates clés »
  4. Les vestiges de Bossonnens, « Un récit de 1895 » (Ch. Pasche, Revue historique vaudoise, 1895)
  5. Les vestiges de Bossonnens, « Chronique archéologique 2003 » (Gilles Bourgarel, Cahiers d'archéologie fribourgeoise)
  6. Les vestiges de Bossonnens, « Quelques faits intéressants »
  7. Les vestiges de Bossonnens, « L'époque féodale »
  8. Les vestiges de Bossonnens, « Le sentier didactique »
  9. Office fédéral de la protection de la population, « Révision Inventaire PBC 2021 : Liste cantonale Canton de FR » (état au 1.1.2026)

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