Châtonnaye
Origine del nome Châtonnaye
Il villaggio compare nel 1228 nella forma « Chastenaie » e nel 1402 in quella di « Chastonaye ». Il significato del nome resta oscuro.[1]
Fondazione di Châtonnaye
Châtonnaye si trova a 693 m di altitudine, all'estremo ovest del cantone, sulla strada da Friburgo a Romont e al confine con i villaggi vodesi di Sédeilles e Trey. Un tumulo dell'epoca di Hallstatt e tegole romane mostrano che il sito era frequentato ben prima dei primi documenti. Dal XIII al XV secolo il villaggio è sede di una signoria e di una famiglia della piccola nobiltà cavalleresca che ne porta il nome, legata a casa Savoia. Lo stemma comunale, con il gallo, ne riprende una variante. A lungo legato alla parrocchia di Torny-Pittet, Châtonnaye ha una propria parrocchia dal 1794. Gli abitanti sono soprannominati « chats huants ».[1][2][3]
Storia di Châtonnaye
Verso il 550-450 a.C.. Ai margini del bosco del Pralet viene eretto un tumulo.[1]
Epoca romana. Sul territorio comunale sono state ritrovate tegole di quest'epoca.[1]
1228. Il villaggio è menzionato con il nome di « Chastenaie ».[1]
1248. Jacques è il primo membro noto della famiglia de Châtonnaye, che ha sede nel villaggio.[2]
1308. Un altro Jacques de Châtonnaye è castellano di Romont.[2]
1327. Aymon, castellano di Villarzel, e Jacques de Châtonnaye combattono al fianco di Guglielmo II di Montagny nella sua guerra privata contro il vescovo di Lausanne.[2]
Verso il 1390. Con il matrimonio con Marguerite de Fernay, Rodolphe de Châtonnaye acquisisce la signoria di Vuissens.[2]
1433. La linea maschile si estingue con Jacques, figlio di Rodolphe, signore di Vuissens e castellano di Romont.[2][3]
1680. Una nuova cappella sostituisce quella vecchia, caduta in rovina.[4]
1700. La chiesa di Sant'Anna viene consacrata.[1]
Fino al 1798. Châtonnaye fa parte del baliaggio di Romont.[1]
1794. Il villaggio si separa da Torny-Pittet e diventa parrocchia.[1][4]
1880. Il tumulo del Pralet viene scoperto. Il suo corredo comprende un grande anello d'oro, forse un torques.[1]
1884 (o 1874). La chiesa attuale, consacrata da mons. Marilley, sostituisce quella del 1700.[1][4]
1940. A Châtonnaye si insedia una stazione di ricezione radio a onde corte.[1]
1949. L'interno della chiesa viene restaurato.[1][4]
2010. Châtonnaye avvia uno studio di fusione con La Folliaz, Massonnens, Torny, Villaz-Saint-Pierre e Villorsonnens.[5]
2014. Nel voto consultivo del 28 settembre la maggioranza dei votanti di Châtonnaye respinge il progetto.[5]
2015. Il 14 giugno una fusione più ristretta con La Folliaz, Torny e Villaz-Saint-Pierre fallisce alle urne per il rifiuto di Torny.[5]
Popolazione di Châtonnaye
Fonti e riferimenti: [1][3][7]
| 1811 | 246 |
| 1850 | 371 |
| 1870 | 381 |
| 1900 | 394 |
| 1950 | 453 |
| 1980 | 342 |
| 2000 | 539 (o 552) |
| 2010 | 734 |
| 2020 | 870 |
| 2025 | 852 |
Luoghi storici di Châtonnaye
Chiesa di Sant'Anna. La chiesa da 300 posti è stata costruita alla fine del XIX secolo. Le vetrate e l'affresco sono opera del pittore Yoki.[1][4]
Stazione radio. Istituita nel 1940 per la ricezione delle onde corte, nel 2004 serviva all'Ufficio federale delle comunicazioni per individuare emittenti, disturbi e trasmissioni pirata, per triangolazione con le stazioni di Bernex e del Marchairuz.[1][6]
Stemma. Lo scudo trinciato d'argento e di nero porta un gallo rossiccio, crestato e bargigliato di rosso, variante dello stemma della casata feudale di Châtonnaye.[3]
Vestigia di Châtonnaye
Tumulo del Pralet. Eretto verso il 550-450 a.C. ai margini del bosco del Pralet e scoperto nel 1880, ha restituito un grande anello d'oro, forse un torques, tra i ritrovamenti più importanti dell'epoca di Hallstatt.[1]
Tegole romane. A Châtonnaye sono state ritrovate tegole di epoca romana.[1]
Fonti
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Châtonnaye » (Evelyne Maradan, version du 29.12.2003)
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Châtonnaye, de » (Ernst Tremp, version du 30.09.2009)
- Commune de Châtonnaye, « Présentation »
- Unité pastorale de la Glâne, « Église de Châtonnaye »
- Conseil d'État du canton de Fribourg, message 2018-DIAF-25 du 25 mars 2019 accompagnant le projet de décret relatif à la fusion des communes de La Folliaz et Villaz-Saint-Pierre
- HB9AFO, « Visite de la station OFCOM de Châtonnaye » (12 novembre 2004)
- Service de la statistique du canton de Fribourg (SStat), « Population des communes, de 1900 à 2025 » (T01-02-03), population résidante permanente au 31.12.2025
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