
Chêne-Bougeries
Origine del nome Chêne-Bougeries
Il lebbrosario di « Quercus » è menzionato dal 1270. La forma « Chêne-les-Bougeries » compare nel 1801. L'etimologia del nome non è ancora stata chiarita.[1]
Fondazione di Chêne-Bougeries
Non si sa chi abbia fondato la località. Sul suo territorio sono però stati trovati resti di un acquedotto romano. Nel Medioevo il lebbrosario di « Quercus », a Grange-Falquet, possiede terre nella regione, di cui i Bernesi si impadroniscono e che danno in feudo. Il villaggio di Chêne resta poi in territorio ginevrino. Il comune stesso nasce da un confine: con il trattato di Torino la riva sinistra della Seymaz passa alla Savoia, la riva destra resta ginevrina e protestante, e Chêne è diviso tra Chêne-Bougeries e Chêne-Bourg. Famiglie ginevrine (Naville, Des Arts, Candolle) stabilite su grandi tenute vi fanno poi prosperare l'agricoltura.[1]
Storia di Chêne-Bougeries
1270. Prima menzione del lebbrosario di « Quercus », situato a Grange-Falquet, che possiede terre nella regione.[1]
1536. I Bernesi si impadroniscono, insieme al Chablais e al Faucigny, delle terre del lebbrosario e le danno in feudo.[1]
1543. Il villaggio di Chêne conta 4 fuochi.[1]
1564. Il villaggio di Chêne rimane in territorio ginevrino con una parte del territorio circostante.[1]
1754. Con il trattato di Torino la riva sinistra della Seymaz passa alla Savoia, la riva destra resta ginevrina e protestante. Chêne è diviso tra Chêne-Bougeries e Chêne-Bourg.[1][3]
1755. Jean-Louis Calandrini presenta al Consiglio i piani e il preventivo di un nuovo tempio a pianta ovale.[2]
1758. Inaugurazione del tempio ovale il 7 maggio, costruito perché il tempio di Chêne si trovava ormai in Savoia.[1][2][3]
1798. Con l'annessione di Ginevra alla Francia il comune è unito a Thônex.[1]
1801. Chêne-Bougeries diventa un comune autonomo. Il nome è attestato quell'anno nella forma « Chêne-les-Bougeries ».[1]
1816. Il comune rimane autonomo.[1]
1821. Jean-Charles Léonard Sismondi eredita la villa che oggi porta il suo nome e ne fa più tardi la sua residenza principale.[3]
1918. La Petite Plaine des Bougeries prende il nome di place du Colonel-Audéoud.[3]
Anni 1940. Dalla metà del decennio la vocazione agricola è quasi scomparsa.[1]
1960. Inizio di un forte sviluppo: i pascoli lasciano il posto a ville e grandi complessi, come La Gradelle e La Montagne.[1]
Popolazione di Chêne-Bougeries
| 1543 | 4 fuochi (focolari), villaggio di Chêne |
| 1815 | 728 |
| 1850 | 1'041 |
| 1900 | 2'131 |
| 1950 | 4'339 |
| 2000 | 9'759 |
| 2010 | 10'007 |
| 2020 | 11'973 |
| 2025 | 14'906 |
Luoghi storici di Chêne-Bougeries
Tempio di Chêne-Bougeries. Tempio a pianta ovale, costruito su progetto di Jean-Louis Calandrini dal marzo 1756 all'inizio del 1758 e inaugurato il 7 maggio 1758, dopo che il trattato di Torino del 1754 aveva lasciato il vecchio tempio di Chêne alla Savoia.[1][2][3]
Grange-Falquet. Luogo in cui si trovava il lebbrosario di « Quercus », menzionato dal 1270.[1]
Villa Sismondi. Villa ereditata nel 1821 da Jean-Charles Léonard Sismondi (1773-1842), che ne fece più tardi la sua residenza principale.[3]
Place du Colonel-Audéoud. Antica Petite Plaine des Bougeries, ribattezzata nel 1918 in memoria del colonnello Alfred Audéoud, morto in servizio nel 1917.[3]
Quartieri del comune. Grange-Canal, Malagnou, Le Vallon, La Pommière e Conches, a cui si sono aggiunti i grandi complessi di La Gradelle e La Montagne.[1]
Vestigia di Chêne-Bougeries
Acquedotto romano. Resti di un acquedotto romano.[1]
Fonti
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Chêne-Bougeries » (Christiane Genequand)
- Commune de Chêne-Bougeries, « Le temple : l'histoire du Temple de Chêne-Bougeries, de ses bancs, de son orgue et de sa cloche »
- Commune de Chêne-Bougeries, dépliant « Chêne-Bougeries, ça marche ! » (parcours patrimoine)
- Office cantonal de la statistique (OCSTAT), Mémento statistique du canton de Genève 2026, tableau Population résidante par commune, en 2025
Località del comune con una scheda
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