Estavannens
Origine del nome Estavannens
Il villaggio è citato nel 1231 nella forma «Extavanens», in un atto del conte Rodolfo III. Il nome designerebbe il dominio di un certo Stabadin e dei suoi discendenti, un insediamento germanico romanizzato verso la fine del X secolo.[1][2][3]
Fondazione di Estavannens
Estavannens si divide in due nuclei, Estavannens-Dessus ed Estavannens-Dessous, sulla riva destra della Sarina. Il villaggio dipende dalla contea di Gruyère, feudo sabaudo dall'omaggio del 1244, fino al fallimento del conte nel 1555, poi dal baliaggio friburghese. Per la chiesa dipende da Broc prima di diventare parrocchia nel 1578. Nel XIX secolo l'intreccio della paglia completa l'allevamento. Estavannens è oggi un villaggio del comune di Bas-Intyamon (fusione del 1° gennaio 2004).[1][2]
Storia di Estavannens
1231. «Extavanens» compare in un atto del conte Rodolfo III.[1][2]
1244. Il conte Rodolfo presta omaggio a Pietro di Savoia, e la contea resta un feudo sabaudo per quasi tre secoli.[2]
1369. Rodolfo IV di Gruyère affranca diverse famiglie dalla manomorta.[1]
1388. L'affrancamento si estende a tutte le comunità della castellania.[1]
1396. Gli abitanti ricevono nuove libertà, tra cui un diritto di possesso sui beni comuni.[1][2]
1413. Una carta del conte Antonio I conferma le franchigie.[2]
1555. Estavannens passa a Friburgo, che lo aggrega al nuovo baliaggio di Gruyères. Alcuni abitanti si ribellano.[1][2]
1578. Il villaggio lascia la parrocchia di Broc e forma la propria, che comprende Grandvillard fino al 1614.[1][2]
1635. Viene consacrata la chiesa, costruita dal 1619 al 1633 al posto della cappella.[1][2]
1843. Una valanga scesa dalle Chaux uccide quattro giovani, nel 1843 (o 1841). Il sopravvissuto erige un oratorio in ringraziamento.[2][3]
1846. La cappella du Dâ, dedicata a Notre-Dame de Compassion, sostituisce l'oratorio, nel 1846 (o 1844-1845).[1][2]
1897. Una nuova casa parrocchiale viene costruita davanti al campanile-portico della chiesa.[2]
1904. La stazione di Enney, sulla linea Châtel-Saint-Denis-Montbovon, serve ora Estavannens.[1]
1909. La scuola primaria, in stile Heimatstil, sorge a metà strada tra i due nuclei.[2]
1956. Si tengono le prime feste della poya. Da allora ritornano a intervalli irregolari.[1]
1998-1999. La chiesa parrocchiale viene restaurata.[2]
2003. L'11 settembre l'assemblea comunale accetta la fusione con 103 voti contro 0.[5]
2004. Il 1° gennaio Estavannens si unisce a Enney e Villars-sous-Mont nel comune di Bas-Intyamon.[1][5]
Popolazione di Estavannens
Fonti e riferimenti: [1][2][5]
| 1811 | 192 |
| 1850 | 246 |
| 1860 | 208 |
| 1900 | 258 |
| 1920 | 342 |
| 1950 | 313 |
| 1970 | 258 |
| 2000 | 280 (o 299 di popolazione legale al 31.12.2001) |
Luoghi storici di Estavannens
Chiesa di Santa Maria Maddalena. La chiesa in stile tardogotico, costruita dal 1619 al 1633 a Estavannens-Dessus, è succeduta a una cappella attestata dal XIV secolo. La sacrestia risale al 1762 circa. Figura nell'inventario dei beni culturali (categoria B).[1][2][4]
Cappella du Dâ. La cappella di Notre-Dame-de-Compassion, al margine del bosco, ha ricevuto un portico verso il 1906 ed è stata restaurata nel 1991-1992. Un tiglio e una croce la accompagnano.[2][4]
Case parrocchiali e locanda. L'antica casa parrocchiale risale al 1698 nella parte in muratura, è stata trasformata verso il 1760 e poi restaurata negli anni 1980. La nuova casa parrocchiale è del 1897. La locanda des Montagnards risale al terzo quarto del XVIII secolo.[2]
Fontane e case contadine. Il sito, iscritto nell'inventario federale degli insediamenti, conserva fontane del 1869 e del 1873, un'antica segheria del 1854 a Estavannens-Dessous e una casa contadina con architravi datati 1596 e 1755, restaurata nel 1979.[2]
Vestigia di Estavannens
Necropoli del Fossard d'Enbas. Vi sono stati portati alla luce alla fine degli anni 2010 due tumuli della prima età del Ferro (Hallstatt). Il territorio ha restituito anche ceramiche dell'età del Bronzo e una tomba gallo-romana.[2]
Latteria-caseificio. La latteria-caseificio della seconda metà del XIX secolo è scomparsa, sostituita da una nuova costruzione.[2]
Fonti
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Estavannens » (Marianne Rolle, version du 07.07.2025)
- Inventaire fédéral des sites construits d'importance nationale (ISOS), « Estavannens » (3e version, mai 2023)
- Commune de Bas-Intyamon, « Histoire de la Commune »
- Office fédéral de la protection de la population, « Révision Inventaire PBC 2021 : Liste cantonale Canton de FR » (état au 1.1.2026)
- Conseil d'État du canton de Fribourg, message n° 96 accompagnant le projet de décret relatif à la fusion des communes d'Enney, Estavannens et Villars-sous-Mont (30.09.2003)
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