Grand-Cachot-de-Vent
Origine del nome Grand-Cachot-de-Vent
La fattoria prende il nome dalla località Le Cachot, dove si trova; la valle di La Chaux-du-Milieu si chiamava un tempo « Chaux de Cachot ». L'origine del nome non è spiegata nelle fonti consultate.
Fondazione di Grand-Cachot-de-Vent
La fattoria del Grand-Cachot-de-Vent si trova nella località Le Cachot, sul versante sud della valle di La Brévine, nel comune di La Chaux-du-Milieu. L'edificio originario è una fattoria doppia in legno costruita nel 1530-1531, che ospitava due famiglie in due abitazioni distinte e due aziende agricole, ciascuna con il proprio ponte del fienile e la propria stalla; la maggior parte dei pali dell'orditura del tetto risale a quell'epoca. I costruttori non sono noti. Viene indicata anche una prima attestazione nel 1503 (da verificare). Tipica dell'architettura dell'Alto Giura, con frontone in facciata, orditura su pali, tetto coperto di scandole e un ampio camino di legno (il « tué »), ha ospitato dissodatori, contadini, orologiai, boscaioli e merlettaie.
Storia di Grand-Cachot-de-Vent
1503. Prima attestazione della fattoria (da verificare).
1530-1531. Costruzione di una fattoria doppia in legno per due famiglie e due aziende agricole.
inizio del XVII secolo. Le facciate in legno sono sostituite da muri di pietra; la cucina dell'abitazione sud è ingrandita e dotata di un forno per il pane e di un nuovo « tué ».
XVIII secolo. La parte abitativa acquista importanza; solo la parte est conserva un'azienda agricola.
1954. Partenza dell'ultima famiglia.
1963. In inverno il tetto crolla; la demolizione sembra inevitabile.
1964. La fattoria in rovina sfugge per poco a un'esercitazione antincendio; il maestro neocastellano Pierre von Allmen riunisce personalità, artisti e associazioni per la tutela del patrimonio, e viene creata una fondazione per restaurarla.
1968. Apertura della galleria d'arte, che espone in particolare Paul Klee, Manessier, Picasso e Lermite.
1995. Ultima mostra collettiva del primo periodo; la morte di Pierre von Allmen chiude questo capitolo.
2002. Una banca tenta di vendere la fattoria; abitanti della regione avviano un'azione di salvataggio, sostenuta dalla Loterie Romande.
2003. Celebrazione dei 500 anni della fattoria con venti artisti neocastellani, concerti e prodotti regionali.
Luoghi storici di Grand-Cachot-de-Vent
Fattoria del Grand-Cachot-de-Vent (Le Cachot 28). Fattoria con frontone in facciata e orditura su pali, iscritta nell'Inventario svizzero dei beni culturali d'importanza nazionale (PBC 3983). La facciata sud riunisce gli accessi e le finestre delle abitazioni; il ponte del fienile è a monte. Ogni abitazione comprendeva una cucina coperta da un « tué » e una stube, e ogni azienda una stalla, una rimessa, una cantina, un granaio e un fienile, i cui accessi sono ancora visibili nei muri.
La galleria d'arte. Dal 1968 la fattoria ospita una galleria d'arte e uno spazio culturale, aperti durante le mostre; l'esterno dell'edificio è visibile in ogni momento.
Vestigia di Grand-Cachot-de-Vent
Orditura del XVI secolo. La maggior parte dei pali che sostengono l'orditura del tetto risale alla costruzione del 1530-1531.
Fonti
- Office fédéral de la protection de la population, Inventaire PBC, « Ferme du Grand-Cachot-de-Vent (Le Cachot 28) » (PBC 3983), d'après le Guide artistique de la Suisse (SHAS)
- Fondation de la Ferme du Grand-Cachot, « Histoire »
- Fondation de la Ferme du Grand-Cachot, page d'accueil
- Jura & Trois-Lacs, « Le Grand-Cachot-de-Vent Farm »
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Chaux-du-Milieu, La » (Myriam Volorio Perriard)
- geo.admin.ch, service de recherche d'adresses (swisstopo)
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