Île d'Ogoz
Origine del nome Île d'Ogoz
L'isola porta il nome di Ogoz, antico territorio imperiale corrispondente alla contea di Gruyère, citato nel 929 nella forma latina « Pagus Ausicensis » e nel 1040 come « Osgo ». L'origine del nome resta oscura, tra radice celtica, latina o germanica. Il castello e il borgo che occupavano l'isola si chiamavano Pont, dal ponte di Thusy che attraversava la Sarine più a monte.[2][3]
Fondazione di Île d'Ogoz
Prima del lago l'isola era uno sperone stretto in un'ansa della Sarine, frequentato fin dal Mesolitico. Già nel XII secolo vi sorgeva una torre, e i signori di Pont sono menzionati verso il 1160. Nel XIII secolo sorgono un secondo castello, un piccolo borgo e la cappella Saint-Théodule. Il borgo decade nel XIV secolo, all'epoca della peste, è in rovina nel XVI secolo e viene abbandonato nel 1617. L'invaso del lago della Gruyère, nella primavera del 1948, ha isolato la collina in mezzo all'acqua, nell'attuale comune di Pont-en-Ogoz.[1][2][5]
Storia di Île d'Ogoz
Mesolitico. Gruppi umani frequentano lo sperone già tra il 9000 e il 5000 a.C. Vi sono stati trovati anche oggetti del Neolitico e del Bronzo medio.[1][4]
Verso il 1160. La signoria di Pont compare nei documenti.[1][2]
XII secolo. Una prima torre, fondata su morena argillosa e non sull'arenaria come le due successive, sorge a nord dello sperone.[1][4]
1226. La cappella è menzionata per la prima volta.[1][4]
1250. Tre consignori di Pont rendono omaggio a Pietro II di Savoia.[2]
Ultimo terzo del XIII secolo. I Maggenberg e i Pont costruiscono due torri gemelle, ciascuna a capo del proprio castello, con i loro edifici residenziali. A ovest del poggio si estende un borgo di rifugio.[1][2]
Metà del XIV secolo. Il borgo decade rapidamente, all'epoca della peste.[1][2]
1359. La signoria diventa una castellania sabauda.[2]
1482. Antoine de Menthon vende la signoria a Friburgo, che ne fa il suo primo baliaggio. L'anno seguente il campanile a vela della cappella riceve la data 1483, su commissione dei Menthon.[1][2]
Dal 1505. I castelli sono smantellati per rafforzare la cinta muraria di Friburgo.[1]
1599-1600. Jean-Ulrich de Gottrau e sua moglie Marie Erhart fanno rinnovare la cappella: nuova capriata, volta rivestita di legno e pala d'altare manierista.[1]
1617. Il sito, già in rovina nel XVI secolo, viene abbandonato. I suoi edifici servono poi da cava di pietre.[1]
Verso il 1740. Marie-Ursule e Marie-Marguerite von der Weid donano alla cappella una cornice in stile Reggenza.[1]
1947-1948. Una prima campagna di scavi archeologici esplora il sito.[4]
1948. In primavera il lago della Gruyère sommerge l'ansa. Emergono solo le rovine del castello e la cappella, che formano l'Île d'Ogoz.[1][2][5]
1994-2009. Le rovine sono consolidate e sistemate.[1]
1996. Viene fondata l'Association de l'île d'Ogoz per preservare il sito.[3]
1999-2003. La cappella e la sua pala d'altare sono restaurate.[1][4]
2002-2003. Una nuova campagna di scavi esplora l'isola.[4]
2004. Flaviano Salzani realizza la porta del tabernacolo. Lo stesso anno il Servizio archeologico del Cantone di Friburgo pubblica lo studio del sito nei Cahiers d'archéologie fribourgeoise.[1][4]
Luoghi storici di Île d'Ogoz
Cappella Saint-Théodule. Unico edificio del borgo rimasto in piedi, in blocchi di tufo, con un campanile a vela datato 1483. I muri nord e ovest provengono da un edificio del XIII secolo o della prima metà del XIV. Conserva la pala manierista del 1599-1600, di cui restano san Teodulo, Dio Padre e una santa, un paliotto dipinto dell'inizio del XVIII secolo, due dipinti della prima metà del XVIII secolo e una campana del 1602. La cappella era una filiale della parrocchia di Avry-devant-Pont.[1][2][4]
Rovine dei castelli di Pont. Sulla sommità ovest dell'isola, i resti dei castelli dei consignori di Pont sono tra le poche fortezze medievali della riva sinistra della Sarine: torre del XII secolo e torri gemelle del XIII secolo a nord, grande torre a sud. Il sito figura nell'inventario dei beni culturali d'importanza nazionale.[1][6]
Accesso all'isola. Con acque basse si raggiunge l'isola a piedi, altrimenti in barca. Da maggio a ottobre l'Association Île d'Ogoz organizza traversate la domenica pomeriggio dal porto di Ogoz, a Le Bry.[4]
Vestigia di Île d'Ogoz
Borgo di Pont. Il borgo del XIII secolo, indebolito nel XIV secolo, in rovina nel XVI e abbandonato nel 1617. Al centro del borgo di rifugio restano le fondamenta di un edificio, forse una sala di giustizia o la dimora di uno dei consignori.[1][2]
Casaforte. A ovest della torre nord sorgeva una casaforte, probabilmente incendiata nel XV secolo.[1]
Tracce preistoriche. Utensili in pietra del Mesolitico, oggetti in pietra e ceramica del Neolitico, ceramica del Bronzo medio, ultima occupazione preistorica del luogo. L'età del Ferro e l'epoca romana vi hanno lasciato poche tracce.[4]
Fonti
- Office fédéral de la protection de la population, Inventaire PBC, fiche KGS 10475 « Vers-les-Tours, ruines du château et du bourg de Pont-en-Ogoz » (texte du Guide artistique de la Suisse, SHAS)
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Pont-en-Ogoz » (François Guex), version du 11.06.2012
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Ogoz » (Marie-Claire Gérard-Zai), version du 25.11.2008
- Archeoplus (Sylvain Gailloud), « Pont-en-Ogoz (FR) »
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Gruyère, lac de la » (Christophe Aeby), version du 05.11.2004
- Office fédéral de la protection de la population, « Révision Inventaire PBC 2021 : Liste cantonale Canton de FR » (état au 1.1.2026)
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