Abbaye de Saint-Maurice

Sito Cantone di Vallese · Distretto: Saint-Maurice · Sito non abitato (comune di Saint-Maurice)
Fa parte del comune di Saint-Maurice

Origine del nome Abbaye de Saint-Maurice

L'abbazia porta il nome di san Maurizio, capo della Legione tebea, di cui custodisce le reliquie. I testi antichi la chiamano « monasterium sanctorum Acaunensium », il monastero dei santi di Agaune, dal nome antico della località.[1]

Fondazione di Abbaye de Saint-Maurice

L'abbazia nacque dal culto dei martiri della Legione tebea. Verso il 380-390 il vescovo Teodulo fece trasferire le loro ossa da Vérolliez ai piedi della parete rocciosa di Agaune. Una prima chiesa sorse alla fine del IV secolo in una necropoli tardoantica, sul luogo di un mausoleo, e forse una comunità accoglieva già i pellegrini. Nel maggio-giugno 515 Sigismondo, futuro re dei Burgundi, fondò l'abbazia e la dotò riccamente. Vi istituì la lode perpetua, cantata da più cori di monaci che si davano il cambio. Oggi la comunità è formata da canonici regolari di sant'Agostino, una cinquantina di membri all'inizio del XXI secolo. Dipendente direttamente dalla Santa Sede, l'abbazia è un'abbazia territoriale.[1]

Storia di Abbaye de Saint-Maurice

515. Inaugurata il 22 settembre alla presenza di Avito, vescovo di Vienne, l'abbazia ha come primo abate Hymnemodus. La lode perpetua vi dura fino all'VIII secolo.[1]

574. Dopo il saccheggio dei Longobardi la basilica viene ricostruita con un'abside ingrandita a sette lati.[3]

verso il 765. L'abate Willicaire avvia la costruzione di una basilica carolingia di circa 56 m. La cripta occidentale segue alla fine dell'VIII secolo, sotto l'abate Althée.[3]

verso l'830. Ludovico il Pio riforma l'abbazia e sostituisce i monaci con canonici secolari. Dall'857 la governano abati laici.[1]

940. Devastata nel 940 e nel 950, la chiesa viene ricostruita con un coro orientale dotato di deambulatorio e cappelle radiali.[3]

1017. Dopo questa data sorge una nuova basilica lunga più di 65 m.[3]

1128. Amedeo III di Savoia, avvocato dell'abbazia, sostituisce i canonici secolari con canonici regolari di sant'Agostino. Li guida un priore, poi un abate a partire dal 1147.[1]

1148. Papa Eugenio III consacra la nuova chiesa.[1]

1225. Le reliquie di san Maurizio e dei suoi compagni lasciano la cripta per una cassa posta presso l'altare, per iniziativa dell'abate Nantelme.[1]

1571. L'abate pone l'abbazia sotto la protezione del vescovo di Sion e della Dieta vallesana.[1]

1627. Spesso colpita dalla caduta di pietre e da un crollo nel 1611, la chiesa viene ricostruita secondo l'attuale orientamento nord-sud.[1][3]

1693. Un incendio danneggia gravemente gli edifici abbaziali, ricostruiti all'inizio del XVIII secolo.[1]

1798. La Repubblica elvetica vieta all'abbazia di accogliere novizi e ne abolisce i diritti signorili.[1]

1806. In novembre apre un nuovo collegio sotto l'autorità dell'abbazia.[1]

1840. L'abate riceve il titolo di vescovo di Betlemme, portato fino al 1987.[1]

1893. Il canonico Pierre Bourban intraprende gli scavi del Martolet, che prosegue fino alla morte nel 1920.[3]

1942. Una frana distrugge il campanile e il nartece della chiesa.[1]

1944-1948. Rilanciati dall'abate Louis Haller, nuovi scavi diretti da Louis Blondel mettono in luce la pianta degli edifici scomparsi.[3]

1948. La chiesa diventa basilica minore. È consacrata l'anno seguente.[1]

1959. L'abbazia entra nella Confederazione dei canonici regolari di sant'Agostino. Dieci anni dopo il collegio ammette le ragazze.[1]

2015. Un anno giubilare celebra i 1'500 anni della fondazione. Swissmint emette il 22 gennaio una moneta commemorativa d'argento da 20 franchi.[4]

Luoghi storici di Abbaye de Saint-Maurice

Basilica. Costruita ai piedi della parete rocciosa, la chiesa abbaziale segue dal 1627 un orientamento nord-sud. Porta il titolo di basilica minore.[1]

Tesoro. Conserva pezzi merovingi e carolingi, due casse reliquiario del XII secolo, quelle di san Maurizio e di san Sigismondo, e un reliquiario a busto di san Candido uscito da una bottega orafa locale. Con l'abbazia attira pellegrini e turisti.[1][2]

Collegio. Attestato fin dal Medioevo, il collegio dell'abbazia è legato allo Stato del Vallese da una convenzione dal 1806. Conta circa 1'000 allievi all'inizio del XXI secolo.[2][1]

Vestigia di Abbaye de Saint-Maurice

Sito archeologico del Martolet. Nel cortile tra l'abbazia e la parete rocciosa, gli scavi hanno portato alla luce le fondazioni delle basiliche successive, dalla cappella del IV secolo alla chiesa dell'XI secolo. Hanno restituito anche sarcofagi merovingi (1901-1902), la cripta occidentale (1906) e iscrizioni romane dedicate tra l'altro a Mercurio, a Giove e all'imperatore Augusto.[3]

Tombe del sagrato. Nel 1974-1975 il restauro della Maison du parvis ha rivelato una ventina di tombe paleocristiane distribuite in quattro sale, con l'epitaffio di un monaco di nome Rusticus, della metà del VI secolo. Questo complesso funerario sembra essere stato usato fino al X secolo circa.[3]

Pietre di Tarnaiae. Una pietra miliare proveniente dal vicus romano di Massongex servì a lungo da architrave di una porta nel campanile dell'abbazia. Il vestibolo conserva un altare dedicato a Giove Ottimo Massimo proveniente dallo stesso sito.[5]

Leggende di Abbaye de Saint-Maurice

Il martirio della Legione tebea. Secondo la tradizione, verso il 300 i soldati della Legione tebea guidati da Maurizio rifiutarono di obbedire agli ordini dell'imperatore Massimiano e furono messi a morte per la loro fede cristiana. Il loro culto è all'origine dell'abbazia.[4]

Fonti

  1. Dictionnaire historique de la Suisse, article sur l'abbaye de Saint-Maurice (n° 011411, version du 30.07.2015)
  2. Dictionnaire historique de la Suisse, « Saint-Maurice (commune) » (Gaëlle Bourguinet Eggs, version du 10.11.2021)
  3. Henri Michelet, « Saint-Maurice : aperçu sur le site archéologique du Martolet », Echos de Saint-Maurice, t. 84, 1988, p. 221-245
  4. Swissmint, « Abbaye de Saint-Maurice », dépliant de la pièce commémorative de 2015
  5. Commune de Massongex, « Histoire »
  6. geo.admin.ch, recherche de lieux (coordonnées de l'enceinte de l'abbaye)

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