Auboranges
Origine del nome Auboranges
Auboranges compare nel 1155 nella forma « Alburengens », poi « Arborenges » verso il 1175, « Auborenges » nel 1273 e « Borenges » nel 1762. Il nome sarebbe di origine burgunda e verrebbe da un primitivo « *Albwaringos », « presso gli Albwaringi », ma è stata proposta anche un'altra origine germanica.[1][2]
Fondazione di Auboranges
Auboranges è un villaggio sulla riva sinistra della Broye, al confine con il cantone di Vaud. Nel Medioevo vi si insedia l'abbazia di Saint-Maurice: nel 1317 Luigi II di Savoia-Vaud le cede i suoi diritti signorili sul villaggio in cambio di quelli che essa deteneva a Vuadens, ma conserva l'alta giustizia. L'abbazia mantiene i suoi beni fino alla fine dell'Ancien Régime. Rimasto cattolico con la Riforma, il villaggio passa allora dalla parrocchia di Châtillens a quella di Promasens. Oggi Auboranges fa parte del comune di Rue (fusione del 2025).[1]
Storia di Auboranges
Neolitico. Al confine attuale con Essertes viene eretto un menhir, più di 6'000 anni fa.[2][3]
1155. Auboranges è menzionato per la prima volta, come « Alburengens ».[1][2]
1317. Luigi II di Savoia-Vaud scambia i suoi diritti signorili su Auboranges con quelli dell'abbazia di Saint-Maurice a Vuadens, conservando l'alta giustizia.[1][2]
Riforma. Rimasti cattolici, gli abitanti passano dalla parrocchia di Châtillens a quella di Promasens.[1]
1536-1798. Auboranges fa parte del baliaggio friburghese di Rue.[1][2]
XVII secolo. Fino a quest'epoca gli abitanti devono ancora contribuire allo stipendio del pastore di Châtillens.[1]
1798-1848. Il villaggio fa parte del distretto di Rue.[1]
1990. L'agricoltura fornisce ancora 15 dei 33 posti di lavoro del villaggio, e 51 degli 80 attivi lavorano altrove, soprattutto nel cantone di Vaud.[1]
1991. Il menhir, interrato per tre quarti, viene riconosciuto dagli archeologi.[2][3]
2023. Il 12 novembre Auboranges accetta con il 79 % la fusione con Rue, Chapelle ed Ecublens.[4]
2025. Auboranges entra nel comune di Rue.[1]
Popolazione di Auboranges
Fonti e riferimenti: [1]
| 1811 | 119 |
| 1831 | 124 |
| 1850 | 137 |
| 1900 | 151 |
| 1930 | 193 |
| 1950 | 176 |
| 1970 | 121 |
| 2000 | 237 |
| 2010 | 264 |
| 2020 | 292 |
| 2024 | 280 |
Vestigia di Auboranges
Pierre du dos à l'âne. Questo menhir neolitico, chiamato così per la sua forma, misura 5,6 m e pesa 25 tonnellate. È considerato il più grande conosciuto in Svizzera. A lungo interrato per tre quarti e creduto un semplice sasso, è stato riscoperto nel 1991 grazie a Francis Hildebrand, poi spostato. Non si sa chi l'abbia eretto né a quale scopo.[2][3]
Fonti
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Auboranges » (Jean-François Steiert, version du 05.03.2026)
- Commune de Rue, « Histoire »
- Fribourg Région, « Le plus grand menhir de Suisse »
- Frapp, « Rue, Auboranges, Chapelle et Ecublens fusionneront » (12.11.2023)
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