Croy
Origine del nome Croy
Il villaggio è citato con il nome attuale, «Croy», nel 1498. Il comune spiega questo nome con l'incrocio di due vie di comunicazione (strade Lausanne-Vallorbe e Yverdon-Vallée de Joux), ricordato dalla croce di Sant'Andrea del suo stemma; un'altra fonte lo fa derivare da una parola dell'antico francese che significa «croce». L'etimologia resta da precisare (da verificare).
Fondazione di Croy
Croy occupa una piccola terrazza che domina il ruscello Nozon, all'incrocio delle strade del colle di Jougne e del piede del Giura. Il territorio fu frequentato molto presto: vi sono stati individuati una pietra a coppelle e siti siderurgici di epoca gallo-romana e dell'alto Medioevo. Il villaggio stesso compare nei testi solo alla fine del XV secolo. Nel Medioevo era sottoposto al convento di Romainmôtier, rappresentato sul posto da un mayor (sindaco) locale, e fece sempre parte della parrocchia di Romainmôtier. Nessuna delle fonti consultate nomina un fondatore; la posizione del villaggio a un incrocio di strade è messa in evidenza per spiegarne l'origine (da verificare). La forza del Nozon azionò mulini, una gualchiera e una trebbiatrice al servizio di tutta la signoria.
Storia di Croy
Preistoria. Una pietra a coppelle, la «Pierre des Gottettes», a sud del villaggio, testimonia una frequentazione antica del territorio.
epoca gallo-romana e alto Medioevo. Riduzione del minerale di ferro in bassi fuochi nella foresta dei Bellaires.
XIII secolo. Realizzazione di un canale derivato dal Nozon, che alimenterà gli impianti idraulici del villaggio (da verificare).
1412. Nascita a Croy del giurista Jehan Bagnyon (da verificare).
1498. Prima menzione del villaggio con il nome attuale, «Croy».
Medioevo. Croy è sottoposto al convento di Romainmôtier, che vi è rappresentato da un mayor locale. Vi è una cappella dedicata a sant'Anna e a san Vincenzo Ferrer.
XVI secolo. Mulini, una gualchiera e una trebbiatrice, azionati dal Nozon, servono l'insieme della signoria di Romainmôtier.
1529. Croy conta 5 fuochi.
1536. Conquista bernese del Paese di Vaud: Croy è integrato nel baliaggio di Romainmôtier. La cappella di Sant'Anna e San Vincenzo Ferrer è distrutta. Sotto il regime bernese, il villaggio ha numerose controversie con Romainmôtier per le terre comuni.
1752. Costruzione del forno comune del villaggio.
1798. Sotto la Repubblica elvetica, Croy appartiene al cantone del Lemano ed è aggregato al distretto di Orbe, poi al cantone di Vaud dal 1803.
XIX secolo. Sfruttamento della cava del Grand Chaney, da cui sono ricavate più di 200 vasche di fontana distribuite nei comuni del cantone.
1870. Entrata in servizio di una stazione ferroviaria che serve Croy.
1929. Adozione dello stemma comunale: una croce di Sant'Andrea che ricorda l'incrocio d'origine, su un campo d'argento e di rosso che evoca l'abbazia di Romainmôtier.
1989. Collegamento di Croy alla rete autostradale.
2008. Entrata in vigore dei nuovi distretti: Croy passa dal distretto di Orbe al distretto del Jura-Nord vaudois.
2017. Installazione di una scultura in omaggio alle lavandaie.
2018. Restauro del canale del XIII secolo.
Popolazione di Croy
| 1529 | 5 fuochi (focolari) |
| 1764 | 154 |
| 1850 | 268 |
| 1888 | 309 |
| 1900 | 279 |
| 1950 | 266 |
| 2000 | 267 |
| 2022 | 386 |
| 2025 | 408 |
Luoghi storici di Croy
Forno comune. Forno comunale costruito nel 1752, rinnovato, in cui ancora oggi si cuoce pane a lievito naturale.
Lavatoi e canale. Due lavatoi storici fiancheggiano il canale del villaggio, la cui origine risalirebbe al XIII secolo (da verificare) e che è stato restaurato nel 2018; dal 2017 una scultura rende omaggio alle lavandaie. Il Nozon aziona ancora una ruota idraulica che alimenta la rete comunale di acqua potabile.
Cascade du Dard. Cascata del Nozon, lungo il sentiero che porta da Croy a Romainmôtier.
Nucleo del villaggio. Il villaggio conserva fattorie del XVIII e XIX secolo.
Vestigia di Croy
Bassi fuochi della foresta dei Bellaires. Nella foresta dei Bellaires, tra Croy e Romainmôtier, laboratori di riduzione del minerale di ferro sono stati scavati dal 1963 al 1968 da Pierre-Louis Pelet. Lo sfruttamento risalirebbe all'epoca di La Tène e si intensificò in epoca merovingia. Due forni ricostruiti sono conservati sotto una tettoia; il sito, bene culturale d'importanza nazionale, si trova sul territorio di Romainmôtier-Envy secondo alcune fonti (da verificare).
Pierre des Gottettes. Masso erratico con coppelle e incisioni, situato a sud del villaggio, considerato preceltico (da verificare).
Cava del Grand Chaney. Cava sfruttata nel XIX secolo per la lavorazione di più di 200 vasche di fontana destinate ai comuni del cantone.
Leggende di Croy
I «Bouilleurs de chats». Gli abitanti di Croy sono soprannominati «lè Buya-tsa», i Bollitori di gatti (o Lavagatti), e anche Racle-Osiers (Raschiavimini). Secondo la tradizione, il primo soprannome deriverebbe da un gatto finito per sbaglio, diversi secoli fa, nell'acqua calda di un bucato.
Fonti
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Croy »
- Wikipédia, « Croy »
- Commune de Croy, « Présentation de la commune »
- Feuille des avis officiels du canton de Vaud, « Alphabet des communes vaudoises : Croy »
- Wikipédia, « Bas fourneaux de la forêt des Bellaires »
- Wikipedia (de), « Croy VD »
- Statistique Vaud, « Population résidante permanente au 31 décembre 2025 »
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