Moléson-sur-Gruyères
Origine del nome Moléson-sur-Gruyères
Il villaggio di vacanze porta il nome del Moléson, la montagna di 2002 m che domina la Gruyère e la città di Bulle, ai cui piedi è stato costruito.[1]
Fondazione di Moléson-sur-Gruyères
Il Moléson attira l'attenzione dalla fine del XVIII secolo e nel XIX diventa il simbolo della Gruyère e di Friburgo. Progetti di albergo e di ferrovia falliscono all'inizio del XX secolo. Dopo la Seconda guerra mondiale un comitato d'iniziativa guidato da Robert Boschung lancia la stazione: una strada cantonale sale da Pringy a La Chaux, e i primi impianti funzionano nel dicembre 1963. I progetti edilizi si susseguono senza andare in porto, e nel 1976 i creditori rinunciano al 90 % dei loro crediti. I fratelli vallesani Bernard e Philippe Micheloud rilanciano il villaggio dal 1978. Moléson-sur-Gruyères fa parte del comune di Gruyères.[1][2][3]
Storia di Moléson-sur-Gruyères
Fine del XVIII secolo. L'interesse per il Moléson nasce con la passione delle élite europee per le Alpi.[1]
Dal 1870. Si vuole fare della montagna il luogo turistico più importante del cantone.[1]
1905-1908. Progetti di albergo e di ferrovia si scontrano con i difensori del patrimonio alpino, sostenuti dallo Heimatschutz.[1]
1959. A novembre il comitato d'iniziativa di Robert Boschung, promotore del « Vieux Chalet » di Crésuz, chiede una concessione federale per una cabinovia da Pringy a Plan-Francey e una funivia fino alla vetta.[3]
1961-1963. Nel maggio 1961 il Gran Consiglio accetta una strada cantonale di 4 km, preventivata a circa 7 milioni di franchi, da Pringy a La Chaux. È costruita da marzo 1962 a luglio 1963.[3]
1963. A gennaio l'architetto zurighese William Dunkel presenta un piano per 3'000 letti. A dicembre entrano in servizio una cabinovia da La Chaux a La Vudalla e due sciovie, disegnate dall'architetto Marc Wuarin. Il tratto da Plan-Francey alla vetta segue l'inverno successivo.[1][2][3]
1964. Il plastico della stazione è esposto all'Esposizione nazionale di Lausanne. A settembre la stazione annuncia 260 richieste scritte.[3]
1966-1967. Un concorso di architettura porta nel giugno 1966 a un progetto di 80 case. Nel 1967 la stazione decide di costruire da sé la residenza Grevîre, e Walter Tüscher sostituisce Dunkel come architetto ufficiale.[3]
1976. Migros valuta l'acquisto del complesso, poi vi rinuncia. I creditori abbandonano il 90 % dei loro crediti.[3]
1978. I fratelli vallesani Bernard e Philippe Micheloud acquistano 14'496 m² di terreno e vi costruiscono 14 chalet.[3]
1980. Il 7 ottobre il Gran Consiglio libera la stazione dal debito di 3,5 milioni di franchi per la strada. Il villaggio di vacanze sorge ai piedi della montagna.[1][3]
1983. I Micheloud riuniscono la direzione degli impianti, dei ristoranti e della gestione degli alloggi.[3]
Verso il 1988. Il villaggio conta una cinquantina di chalet, tre palazzine, negozi e un centro sportivo, ossia 1'200 letti sui 3'500 previsti.[3]
1998. Una nuova funicolare collega il villaggio a Plan-Francey.[1][2]
Luoghi storici di Moléson-sur-Gruyères
Funicolare. In servizio dal 1998, collega Moléson-sur-Gruyères a Plan-Francey.[1][2]
Tratto della vetta. Il tratto da Plan-Francey alla vetta del Moléson è stato aperto l'inverno successivo alla messa in servizio del 1963.[3]
Chalet de la Chaux-Dessous. Questo chalet, in place de l'Aigle, figura nell'inventario dei beni culturali (categoria B).[4]
Osservatorio e caseificio d'alpeggio. La stazione si è aperta all'estate con un osservatorio astronomico e un caseificio d'alpeggio.[1][3]
Fonti
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Moléson » (Jean-Claude Vial), version du 19.01.2010
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Gruyères (commune) » (Jean-Marc Purro), version du 24.07.2006
- Moléson, « Histoire »
- Office fédéral de la protection de la population, « Révision Inventaire PBC 2021 : Liste cantonale Canton de FR » (état au 1.1.2026)
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