Murten
Origine del nome Murten
Il luogo compare nel 515 nella forma « Muratum ». Il nome tedesco è Murten, quello francese Morat, e in italiano si diceva un tempo « Morato ». Il significato di « Muratum » non è chiarito.[1]
Fondazione di Murten
Murten (Morat) sorge su un altopiano circa 20 m sopra la riva sud del lago di Murten, tra la valle della Broye e il Grosses Moos. Il sito si trova sulla trasversale che dall'epoca romana collega Ginevra a Brugg e Windisch, e sulle vie di terra e d'acqua verso il Paese di Vaud e Yverdon. La città fu fondata negli anni 1170 o 1180, dal duca Bertoldo IV di Zähringen o dal vescovo Landri de Durnes, su una pianta ispirata al sistema zähringhiano. Avrebbe servito da piazzaforte sul confine occidentale delle terre degli Zähringen. Il comune comprendeva Muntelier fino al 1533 e Meyriez fino al 1536. Capoluogo del distretto del Lago, dal 1975 al 2022 ha riunito Burg bei Murten, Altavilla, Büchslen, Courlevon, Jeuss, Lurtigen, Salvenach, Clavaleyres, Galmiz e Gempenach.[1][4]
Storia di Murten
515. Il possedimento di « Muratum » compare per la prima volta nei documenti.[1][3]
1013-1032. Il re di Borgogna Rodolfo III tiene corte a Murten nel 1013. Nel 1032 Oddone II di Blois occupa Murten e Neuchâtel. L'imperatore Corrado II riconquista le due piazze, e Murten viene distrutta.[1]
1079. L'imperatore Enrico IV dona Murten al vescovo di Lausanne.[1]
anni 1170 o 1180. Nasce la città, sotto il duca Bertoldo IV di Zähringen o il vescovo Landri de Durnes.[1]
1218. La stirpe degli Zähringen si estingue. Murten diventa città libera dell'Impero sotto l'imperatore Federico II.[3][4]
1238-1239. Murten è citata come città nel 1238, l'anno in cui viene progettata la cinta muraria. Nel 1239 è fondato un ospedale per i poveri, con la cappella di Santa Caterina.[1]
1245. La città si allea con Friburgo e, verso la stessa data, con Berna. L'alleanza con Berna è rinnovata nel 1318 e nel 1335.[1]
1255-1310. Nel 1255 il conte Pietro II di Savoia prende la città sotto la sua protezione. In seguito se ne impadronisce Rodolfo I d'Asburgo. Amedeo V di Savoia la riprende nel 1291, poi la restituisce ad Alberto I d'Asburgo. Nel 1310 Murten è data in pegno ai Savoia per 4'000 marchi d'argento.[1]
1377. Il conte Amedeo di Savoia concede a Murten i diritti di città.[3]
1416. Un incendio distrugge la città, le cui case sono per lo più di legno. Viene ricostruita in pietra.[1][3][4]
1475. Il 14 ottobre, in piena guerra di Borgogna, Berna e Friburgo occupano Murten.[1][3][4]
1476. Le truppe di Carlo il Temerario assediano la città, poi il 22 giugno i Confederati vincono la battaglia di Murten. La data è ancora festeggiata con la Solennität, la festa della gioventù. Fino al 1798 Murten forma con Lugnorre un baliaggio comune di Berna e Friburgo. Lo scoltetto, eletto per cinque anni, vi presiede il Consiglio, il tribunale e il concistoro.[1][3]
1530. Sotto la pressione bernese e dopo le prediche di Guillaume Farel, Murten adotta la Riforma.[1][4]
1798. Berna ritira la sua guarnigione, e il 3 marzo le truppe francesi invadono il paese. Unita al cantone di Friburgo, la città perde i suoi privilegi sulla campagna.[1][4]
1803. Con l'Atto di mediazione Napoleone assegna definitivamente Murten a Friburgo, contro la volontà degli abitanti.[3][4]
1835-1903. Dal 1835 battelli a vapore collegano Murten a Neuchâtel. Il tracciato Lausanne-Berna, scelto nel 1856, lascia la città in disparte. Le linee Palézieux-Murten-Lyss (1875-1876), Friburgo-Murten (1898) e Murten-Ins (1903) la servono in seguito.[1]
1975-1991. Burg bei Murten entra nel comune nel 1975, Altavilla nel 1991 (o 1990).[1][2]
2002. Poco prima di Expo.02 apre il tratto Löwenberg-Greng dell'autostrada A1. Murten ospita una sede dell'esposizione, dominata dal « monolito » di Jean Nouvel.[1][4]
2013-2016. Büchslen entra nel comune il 1° gennaio 2013, Courlevon, Jeuss, Lurtigen e Salvenach il 1° gennaio 2016. I cinque comuni avevano approvato la fusione il 30 novembre 2014, Murten con 1'922 voti contro 338.[1][5]
2022. Il 1° gennaio Galmiz, Gempenach e Clavaleyres, fino ad allora bernese, si uniscono a Murten. Il Gran Consiglio aveva approvato la fusione con Galmiz e Gempenach il 23 marzo 2021, all'unanimità dei 93 voti espressi.[1][6][7]
Popolazione di Murten
| 1428 | 840 circa |
| 1558-1559 | 790 circa |
| 1657 | 750 circa |
| 1811 | 1'011 |
| 1850 | 2'137 |
| 1900 | 2'645 |
| 1950 | 3'106 |
| 1990 | 4'472 |
| 2000 | 5'578 |
| 2010 | 5'991 |
| 2016 | 8'075 (dopo la fusione del 2016) |
| 2022 | 9'299 (dopo la fusione del 2022) |
| 2025 | 9'525 |
Luoghi storici di Murten
Cinta muraria. Progettate nel 1238, le mura sono conservate quasi per intero. Le porte di Avenches e del Ryf furono demolite poco dopo il 1798. Dal 1912 le fortificazioni sono protette dalla Confederazione.[1]
Castello. Costruito da Pietro II di Savoia, conserva l'aspetto della seconda metà del XIII secolo. Vi risiedeva lo scoltetto. Il castello ospita la prefettura del distretto del Lago.[1][4]
Chiesa tedesca. La cappella di Nostra Signora, citata nel 1381, ricevette un nuovo campanile nel 1681-1682 e una nuova navata nel 1710. Dal 1762 vi si celebra il culto in tedesco.[1]
Chiesa francese. È l'antica cappella di Santa Caterina dell'ospedale fondato nel 1239. Demolita nel 1475-1476, fu ricostruita all'interno delle mura.[1]
Chiesa cattolica di San Maurizio. Chiesa neogotica costruita nel 1885 per la nuova parrocchia cattolica.[1]
Edificio scolastico. Costruito dal 1836 di fronte alla porta di Berna dall'architetto Johann Jakob Weibel, è il primo edificio pubblico svizzero nello stile ad archi a tutto sesto.[1]
Mulino del Ryf e Museo storico. Il mulino comunale del Ryf, quartiere di artigiani dalla fine del XVII secolo, è stato restaurato nel 1976-1978. Ospita il Museo storico.[1]
Castello di Löwenberg. Le FFS acquistarono il castello e il parco dalla famiglia de Rougemont nel 1973, per insediarvi un centro di formazione.[1]
Vestigia di Murten
Stazioni palafitticole. La stazione di Murten-Segelboothafen fa parte delle 56 stazioni palafitticole svizzere iscritte nel patrimonio mondiale dell'Unesco. Quella di Pantschau è stata scoperta nel 2009. Selci microlitiche del Mesolitico (8200-5500 a.C.) sono state trovate soprattutto alla Combette e a Ober Prehl.[1]
Necropoli di Löwenberg. Gli scavi condotti dal 1976 al 1995 sul tracciato dell'autostrada A1 hanno interessato Pré de la Blancherie, Löwenberg, Ober Prehl e Chantemerle. A Löwenberg la necropoli ha restituito tombe dall'età del Bronzo medio a La Tène, le più ricche della prima età del Ferro. Tumuli si trovano a Löwenberg e nel Murtenwald, e alla Combette è stata trovata una tomba a incinerazione di La Tène finale.[1]
Villa romana della Combette. Una grande villa della fine del I e dell'inizio del II secolo d.C. sorgeva alla Combette. A Löwenberg è stato individuato un tratto di strada romana.[1]
Fonti
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Morat (commune) » (Hermann Schöpfer, Denis Ramseyer, version du 12.02.2026)
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Altavilla » (Hermann Schöpfer, version du 05.06.2001)
- Fribourg Région, « History of Murten »
- Commune de Murten, « Murten im Lauf der Geschichte »
- Conseil d'État du canton de Fribourg, message 2015-DIAF-22 accompagnant le projet de loi relative à la fusion des communes de Courlevon, Jeuss, Lurtigen, Morat et Salvenach (16.03.2015)
- Conseil d'État du canton de Fribourg, message 2020-DIAF-10 accompagnant le projet de décret relatif à la fusion des communes de Galmiz, Gempenach et Morat (02.02.2021)
- swissinfo.ch (ATS), « Feu vert à la fusion de Morat, Galmiz et Gempenach (FR) » (23.03.2021)
- Service de la statistique du canton de Fribourg (SStat), « Population des communes, de 1900 à 2025 » (T01-02-03), population résidante permanente au 31.12.2025
Località del comune con una scheda
- Altavilla
- Büchslen
- Burg bei Murten
- Champ de bataille de Morat (1476)
- Clavaleyres
- Courlevon
- Coussiberlé
- Galmiz
- Gempenach
- Jeuss
- Lurtigen
- Salvenach
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