Veytaux

Cantone di Vaud · Distretto: Riviera-Pays-d'Enhaut · 1'008 abitanti (31.12.2025)

Origine del nome Veytaux

Il nome di Veytaux è attestato per la prima volta nel 1332 nella forma «Veytour», negli archivi legati al borgo fortificato di Chillon. L'etimologia esatta resta incerta: il comune stesso evoca, come spiegazione popolare non confermata da una fonte scientifica incrociata, un possibile legame con «vieille tour» (vecchia torre) (da verificare). Gli abitanti erano tradizionalmente soprannominati in patois «Revertchaux» (o «Revertsé»), un nomignolo che il comune collega al fatto che il sole arriva tardi su questo versante ombroso della valle; questa spiegazione proviene da una fonte unica e meriterebbe di essere verificata con studi di toponomastica vodese.

Fondazione di Veytaux

Veytaux non ha un fondatore né un atto di fondazione identificabile: il villaggio si è sviluppato progressivamente come comunità rurale e vitivinicola dipendente dalla signoria di Chillon, possesso dei conti di Savoia dal XII secolo (prima menzione scritta del castello nel 1150). Un borgo fortificato si era sviluppato ai piedi del castello fin dal Medioevo (circa 66 case lungo una via principale nel 1332), ma questo borgo di Chillon fu decimato dalla peste del 1348-1349, poi progressivamente abbandonato, fino a scomparire all'inizio del XVI secolo. Il villaggio di Veytaux, distinto dal borgo, ne ha ereditato il popolamento locale. Gli archivi comunali di Veytaux sono conservati dal 1340. Nel XVI secolo lo statuto amministrativo era ancora condiviso nella forma «comune di Chillon e comune di Veytaux»; Veytaux diventa un comune autonomo a pieno titolo nel 1693.

Storia di Veytaux

Età del Bronzo. Tracce di occupazione risalenti all'età del Bronzo sono state portate alla luce sulla roccia che oggi sostiene il Castello di Chillon, attestando una presenza umana molto antica sul sito, ben prima di qualsiasi menzione del villaggio.

1150. Prima menzione scritta del Castello di Chillon, allora proprietà dei conti di Savoia, che da questo punto strategico controllano il passaggio lungo il lago Lemano sulla strada verso il colle del Gran San Bernardo.

1268-1285. Sotto il conte Pietro II di Savoia, il castello è trasformato in residenza comitale; vi sono allestite sale gotiche a volta.

1317. Girard II d'Oron cede i suoi diritti di vicedominato (giustizia locale) al conte di Savoia, rafforzando il controllo sabaudo su Chillon e la sua regione.

1332. Prima menzione scritta di Veytaux, nella forma «Veytour». Il borgo fortificato di Chillon conta allora circa 66 case raggruppate lungo una via principale, all'interno della sua cinta.

1340. Inizio della conservazione continua degli archivi comunali di Veytaux.

1348-1349. La grande peste nera colpisce duramente il borgo di Chillon, che ne esce molto indebolito.

inizio XVI secolo. Il borgo di Chillon, già in declino dopo la peste, finisce per essere abbandonato e scompare come agglomerato distinto.

1536. Dopo un assedio di tre settimane, le truppe bernesi si impadroniscono del Castello di Chillon il 29 marzo 1536 (il castellano sabaudo fugge in barca); in questa occasione viene liberato il prigioniero François Bonivard. Il Paese di Vaud passa sotto il dominio bernese e Chillon diventa sede del baliaggio di Vevey, da cui Veytaux dipende amministrativamente.

1693. Veytaux diventa un comune autonomo a pieno titolo, distinto dall'antico «comune di Chillon».

1733. I balivi bernesi lasciano la loro residenza di Chillon per stabilirsi a Vevey; il castello serve da allora soprattutto da deposito d'armi, arsenale e prigione.

1798. Rivoluzione vodese: il 10 gennaio 1798, patrioti di Vevey e Montreux prendono il controllo del castello senza combattere, due settimane prima della proclamazione dell'indipendenza vodese. Il censimento dello stesso anno conta 178 abitanti a Veytaux.

1803. Con l'Atto di Mediazione napoleonico, il Castello di Chillon diventa ufficialmente proprietà del cantone di Vaud, appena costituito.

1816. Il poeta Lord Byron visita il castello e si ispira alla storia di François Bonivard per scrivere il poema «Il prigioniero di Chillon», che renderà il sito celebre in tutta Europa.

1856-1870. Lo scrittore e politico francese in esilio Edgar Quinet soggiorna a Veytaux con la moglie Hermione, in attesa della caduta del Secondo Impero; anche lo storico Jules Michelet soggiorna all'Hôtel Masson del villaggio.

1861. Viene istituita una stazione a Veytaux.

1883. Entrata in servizio della funicolare Territet-Glion, primo tassello di quella che diventerà la linea verso i Rochers-de-Naye, la cui vetta si trova sul territorio di Veytaux.

1892. Apertura del tratto a cremagliera Glion-Rochers-de-Naye.

1909. Apertura del tratto Montreux-Glion, che completa la linea ferroviaria Montreux-Glion-Rochers-de-Naye.

1936. Creazione di un comprensorio sciistico sulle alture di Naye, sul territorio comunale di Veytaux.

1938. Elettrificazione completa della linea ferroviaria Montreux-Glion-Rochers-de-Naye.

1958-1959. Costruzione dell'attuale chiesa protestante di Veytaux, dotata di vetrate dell'artista Bernard Viglino.

16 aprile 1961. I cittadini di Les Planches, Le Châtelard e Veytaux, allora tre comuni distinti che formavano un'unica parrocchia, votano su un progetto di fusione per creare un grande comune di Montreux. Les Planches e Le Châtelard accettano il progetto, ma Veytaux lo respinge e sceglie di conservare la propria indipendenza comunale. Il dettaglio numerico dello scrutinio a Veytaux non è stato trovato nelle fonti consultate e resterebbe da verificare negli archivi comunali o cantonali.

1962. Entrata in vigore della fusione tra Les Planches e Le Châtelard, che dà vita al nuovo comune di Montreux. Veytaux, rimasto fuori dal progetto, conserva da allora il suo statuto di comune indipendente, confinante con Montreux.

1966-1969. Costruzione del viadotto autostradale di Chillon (autostrada A9), che sovrasta il castello; l'opera è oggi anch'essa censita come bene culturale svizzero d'importanza nazionale.

1970. Entrata in servizio della centrale idroelettrica sotterranea di pompaggio Hongrin-Léman, i cui impianti interessano il territorio di Veytaux.

2006. In seguito allo scioglimento del distretto di Vevey (31 agosto 2006), Veytaux entra nel nuovo distretto di Riviera-Pays-d'Enhaut.

anni 2020 (data precisa non confermata). Un'iniziativa popolare chiede al Municipio di Veytaux di avvicinare la Città di Montreux per studiare un'eventuale fusione; questa iniziativa, distinta dal rifiuto del 1961, non ha finora portato a una fusione effettiva e Veytaux resta un comune indipendente.

Popolazione di Veytaux

Popolazione di Veytaux
1798178
1850175
1900625
1910950
1950687
2000851
2020952
2022975
20251'008

Luoghi storici di Veytaux

Castello di Chillon. Situato su un isolotto roccioso in riva al lago Lemano, sul territorio del comune di Veytaux ma proprietà dello Stato di Vaud dal 1803, il Castello di Chillon è uno dei monumenti storici più visitati della Svizzera. Occupato dall'età del Bronzo, menzionato dal 1150 come possesso dei conti di Savoia, trasformato in residenza comitale sotto Pietro II di Savoia, conquistato da Berna nel 1536 e poi preso dai patrioti vodesi nel 1798, è oggi classificato bene culturale svizzero d'importanza nazionale e gestito da una fondazione dedicata.

Chiesa protestante di Veytaux. Costruita nel 1958-1959, questa chiesa ospita vetrate realizzate dall'artista Bernard Viglino.

Fontana a tre vasche. Datata 1756, questa antica fontana fa parte del patrimonio edilizio tradizionale del villaggio.

Casa vignaiola. Una casa vignaiola del villaggio, ricostruita nel 1721, testimonia la vocazione storicamente vitivinicola di Veytaux, legata ai pendii della Riviera lemanica.

Viadotto autostradale di Chillon. Costruito tra il 1966 e il 1969 per il tracciato dell'autostrada A9, questo viadotto in cemento sovrasta direttamente il castello, dominandolo visivamente; è esso stesso censito come bene culturale svizzero d'importanza nazionale.

Rochers-de-Naye. Il territorio comunale di Veytaux si estende in una lunga fascia dalla riva del lago Lemano (intorno ai 375-442 metri di altitudine secondo le fonti) fino alla vetta dei Rochers-de-Naye, a 2'041,9 metri di altitudine, dove si trovano un giardino alpino e un punto panoramico sul Lemano, raggiungibili in particolare con la ferrovia a cremagliera aperta nel 1892.

Vestigia di Veytaux

Ubicazione dell'antico Borgo di Chillon. Un borgo fortificato si era sviluppato ai piedi del castello fin dal Medioevo, contando circa 66 case lungo una via principale nel 1332. Duramente colpito dalla peste del 1348-1349, fu progressivamente abbandonato e scomparve come agglomerato distinto all'inizio del XVI secolo. Oggi ne restano pochi resti visibili in superficie; la sua ubicazione esatta e l'estensione delle strutture ancora conservate nel sottosuolo meriterebbero di essere precisate da dati archeologici complementari.

Tracce di occupazione dell'età del Bronzo al Castello di Chillon. Ricerche condotte sulla roccia del castello hanno messo in evidenza tracce di occupazione risalenti all'età del Bronzo, prima ancora delle prime menzioni scritte del sito, il che attesta una frequentazione umana molto antica del promontorio su cui sorge oggi il castello.

Leggende di Veytaux

François Bonivard e «Il prigioniero di Chillon». François Bonivard (1493-1570), priore di Saint-Victor a Ginevra, fu realmente imprigionato nel Castello di Chillon per aver sostenuto l'indipendenza di Ginevra contro il duca di Savoia: due anni in condizioni relativamente clementi grazie al suo rango, poi quattro anni nella segreta inferiore, fino alla sua liberazione da parte delle truppe bernesi nel 1536. Nel 1816 il poeta Lord Byron si ispirò alla sua storia per scrivere «Il prigioniero di Chillon», poema che romanza e amplifica fortemente la realtà storica (catene, isolamento totale, pietra consumata dai passi del prigioniero). Scavi condotti nel XIX secolo nella segreta non hanno in particolare trovato alcuna traccia archeologica che confermi i celebri solchi che Bonivard affermava di aver scavato nella pietra a forza di camminarvi. Questa leggenda letteraria, nata dal poema di Byron e non dalla tradizione orale locale, resta comunque ben documentata quanto alla sua origine e allo scarto tra il racconto poetico e i fatti storici noti.

Fonti

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