Hospice du Grand-Saint-Bernard

Sito Cantone di Vallese · Distretto: Entremont · Sito non abitato (comune di Bourg-Saint-Pierre)
Fa parte del comune di Bourg-Saint-Pierre

Origine del nome Hospice du Grand-Saint-Bernard

Tito Livio chiama il colle « Summus Poeninus », da Poeninus, dio indigeno venerato sulla sommità e assimilato verso la fine del I secolo a Giove. Nel Medioevo si parla del « Mont-Joux » (« Mons Iovis », il monte di Giove), poi del « Mont-Saint-Bernard » dal XIII secolo. Il nome deriva da san Bernardo di Mentone, patrono dell'ospizio dal 1149, al quale la tradizione attribuisce la fondazione.[2]

Fondazione di Hospice du Grand-Saint-Bernard

L'ospizio si trova al colle del Gran San Bernardo, a 2'469 metri di altitudine, sul territorio del comune di Bourg-Saint-Pierre e nella diocesi di Sion. Dal X secolo il traffico del colle è disturbato dai Saraceni e dai potentati locali. San Bernardo di Mentone avrebbe fondato l'ospizio verso il 1050 con la regina Ermengarda, e dal 1125 al colle è attestata una fondazione dedicata a san Nicola di Mira. All'origine doveva reggerla una confraternita laica diretta da un chierico, l'« hospitalarius ». Nel XII secolo compare un clero guidato da un priore o da un prevosto, e la regola di sant'Agostino è attestata per la prima volta nel 1225. L'ospizio resta la casa di una comunità religiosa: nel 2004 la congregazione conta 51 membri e nove priorati.[1][2]

Storia di Hospice du Grand-Saint-Bernard

Epoca romana. Sul colle, consacrato a Giove, sorgono un piccolo tempio e due edifici di alloggio. Vi sono state ritrovate una cinquantina di tavolette votive dedicate a Poeninus.[2][3]

801. Carlo Magno percorre il passaggio.[2]

X secolo. Il traffico del colle è disturbato dai Saraceni e dai potentati locali.[1]

1011. La regina Ermengarda riceve in dotario il monastero-ospizio Saint-Pierre di Bourg-Saint-Pierre.[1]

verso il 1050. Probabile fondazione dell'ospizio da parte di san Bernardo di Mentone con la regina Ermengarda.[1]

1125. Al colle è attestata una fondazione dedicata a san Nicola di Mira.[1]

1149. San Bernardo di Mentone diventa patrono dell'ospizio.[1]

1150/1151. La comunità si lega al convento alsaziano riformato di Marbach.[1]

1177. L'ospizio possiede 78 ospizi, case, priorati e chiese, dall'Inghilterra alla Sicilia. Nel 1286 sono 86.[1]

1451. Papa Niccolò V concede ai Savoia il diritto di nomina ai grandi benefici del ducato. Ne nasce un conflitto di tre secoli tra il Vallese e i Savoia sulla nomina del prevosto.[1]

1466. L'ospizio del Piccolo San Bernardo è incorporato in quello del Gran San Bernardo.[1]

1475-1476. Durante le guerre di Borgogna, le decanie vallesane annettono il Basso Vallese e l'ospizio.[1]

1686. Costruzione della chiesa attuale sul luogo di un santuario medievale. È consacrata nel 1689.[1][3]

1752. Papa Benedetto XIV regola la separazione chiesta dai canonici vallesani. I possedimenti savoiardi e piemontesi passano all'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. François-Joseph Bodmer è il primo prevosto vallesano.[1]

1786. Completamento dell'ospedale Saint-Louis.[1][3]

1800. In maggio l'armata di riserva di Bonaparte, forte di oltre 30'000 uomini, valica il colle (40'000 secondo un'altra fonte).[2][3]

1801. Bonaparte affida all'ospizio la direzione del nuovo ospizio del Sempione.[1]

1821-1827. L'edificio del convento è sopraelevato (già nel 1820 secondo un'altra fonte).[1][3]

1848. Il governo radicale vallesano pone l'ospizio sotto sequestro.[1]

1898. Costruzione dell'albergo di fronte all'ospizio, collegato a esso da una passerella coperta.[3]

1933. Alcuni canonici partono per lavorare nello Yunnan con le Missions étrangères de Paris. Nel 1952 si ritirano a Taiwan.[1]

1964. Il 19 marzo è inaugurato il traforo stradale del Gran San Bernardo, lungo 5,85 km (1963 secondo un'altra fonte).[2][3]

2005. L'allevamento dei cani San Bernardo è ripreso dalla Fondation Barry du Grand-Saint-Bernard, a Martigny.[1]

Luoghi storici di Hospice du Grand-Saint-Bernard

Chiesa dell'ospizio. Costruita nel 1686 sul luogo di un santuario medievale e consacrata nel 1689. Ospita un mausoleo in marmo nero del generale Desaix.[1][3]

Albergo dell'ospizio. Costruito nel 1898 di fronte all'ospizio, al quale è collegato al piano superiore da una passerella coperta.[3]

Ospedale Saint-Louis. Edificio completato nel 1786, oggi occupato da un canile.[1][3]

Vestigia di Hospice du Grand-Saint-Bernard

Tempio romano del colle. Piccolo tempio di 11,30 m per 7,40 m e due edifici di alloggio di epoca romana, portati alla luce al colle. Le prime ricerche sono condotte nel 1760 dal canonico Laurent Murith, poi quattro campagne di scavo dall'ingegnere Ermanno Ferrero dal 1890 al 1893.[3]

Obitorio. Creato nel 1476 dietro e sopra l'ospizio. Oggi è murato.[3]

Leggende di Hospice du Grand-Saint-Bernard

La fuga di Bernardo di Mentone. Secondo la tradizione, il figlio del signore di Mentone, votato alla vita ascetica, è costretto dai genitori a sposarsi. Durante la benedizione nuziale fugge da una finestra, cade in un precipizio e atterra illeso, sorretto dal suo angelo custode. Ritiratosi tra le nevi del Mont Joux, vi fonda due case per i pellegrini, che portano ancora il suo nome.[4]

Fonti

  1. Dictionnaire historique de la Suisse, « Grand-Saint-Bernard, hospice du » (Gregor Zenhäusern, version du 20.02.2007)
  2. Dictionnaire historique de la Suisse, « Grand-Saint-Bernard, col du » (Nathalie Pichard Sardet, version du 23.02.2009)
  3. Office fédéral de la culture, ISOS (Inventaire fédéral des sites construits à protéger en Suisse), « Grand-Saint-Bernard », n° 4961
  4. La Suisse raconte, « La légende de saint Bernard de Menthon »
  5. geo.admin.ch, recherche de lieux (coordonnées)

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