La Chaux-de-Fonds

Città Cantone di Neuchâtel · Regione: Montagnes · 37'844 abitanti (31.12.2025)

Origine del nome La Chaux-de-Fonds

Il luogo compare verso il 1350 nella forma «la Chaz de Fonz», poi nel 1378 nella forma «Chault de Font». Il significato esatto del nome non è stabilito con certezza: il primo elemento, «chaux», è spesso accostato a un termine regionale che designa un pascolo o un terreno spoglio sulle alture del Giura, e «fonds» a un fondovalle o a una sorgente; questa interpretazione resta da verificare con una fonte toponomastica specializzata.

Fondazione di La Chaux-de-Fonds

La Chaux-de-Fonds non è stata fondata in un colpo solo. Il sito fu colonizzato tardi, a partire dalla metà del XIV secolo, da abitanti provenienti dalla Val-de-Ruz, su terre che dipendevano dal signore di Valangin; una seconda ondata di colonizzazione del Giura neocastellano, nel XV e XVI secolo, partì dal «Clos de la Franchise», affrancato nel 1372 da Giovanni II d'Aarberg. Il villaggio ottiene una chiesa nel 1528, consacrata dal vescovo di Besançon, poi i confini parrocchiali sono fissati nel 1550 da René de Challant. Il 2 dicembre 1656 Enrico II d'Orléans-Longueville firma l'atto che fa di La Chaux-de-Fonds una mairie (circoscrizione amministrativa e giudiziaria) distinta; Abraham Robert (1619-1679) ne è il primo sindaco. È poi l'orologeria, giunta da Ginevra all'inizio del XVIII secolo, a trasformare questo villaggio di montagna in una grande città industriale, soprattutto dopo la ricostruzione seguita all'incendio del 1794.

Storia di La Chaux-de-Fonds

10'300-9000 a.C.. Occupazione epipaleolitica della grotta del Bichon; nel 1956 vi viene scoperto un cranio umano. La grotta detta «des boîtiers» ha restituito resti dello stesso periodo.

metà del XIV secolo. Inizio della colonizzazione del sito da parte di abitanti provenienti dalla Val-de-Ruz, sulle terre del signore di Valangin.

verso il 1350. Prima menzione nota del luogo, nella forma «la Chaz de Fonz».

1372. Giovanni II d'Aarberg affranca il «Clos de la Franchise», da cui partirà nel XV e XVI secolo una seconda ondata di colonizzazione delle Montagne neocastellane.

1528. Costruzione di una prima chiesa, dedicata a sant'Umberto (saint Humbert) e consacrata dal vescovo di Besançon.

1531. Il luogo conta circa 35 abitanti.

anni 1530. Adozione della Riforma.

1550. René de Challant fissa i confini della parrocchia.

2 dicembre 1656. Enrico II d'Orléans-Longueville firma l'atto di istituzione della mairie di La Chaux-de-Fonds; Abraham Robert ne diventa il primo sindaco.

1688. Apertura della prima scuola comunale.

inizio del XVIII secolo. L'orologeria, diffusa a partire da Ginevra, si insedia nel villaggio; tra le figure di spicco vi sono Josué Robert, «orologiaio del re», e Pierre Jaquet-Droz, noto con la sua famiglia per i suoi automi.

1750. La popolazione raggiunge 2'363 abitanti.

notte tra il 4 e il 5 maggio 1794. Un incendio accidentale distrugge 52 edifici, tra cui il tempio e la casa parrocchiale, e lascia senza tetto più di 170 famiglie, senza fare vittime. La ricostruzione è diretta dall'incisore Moïse Perret-Gentil secondo un piano geometrico.

1812. Creazione del comune di Les Planchettes.

1834. Fondazione della parrocchia cattolica.

1835. Piano urbanistico di Charles-Henri Junod, che organizza la crescita della città in una scacchiera di strade parallele che mescolano abitazioni e laboratori.

1° marzo 1848. Durante la rivoluzione neocastellana, una colonna repubblicana partita dalle Montagne e guidata da Fritz Courvoisier scende su Neuchâtel; La Chaux-de-Fonds diventa poi il polo economico del cantone.

1850. La popolazione raggiunge 12'638 abitanti.

1851. Creazione della municipalità, con un Consiglio generale di 40 membri.

1857. Arrivo della ferrovia.

1865. Fondazione della scuola di orologeria.

1878. Nascita a La Chaux-de-Fonds di Louis Chevrolet (1878-1941), futuro costruttore di automobili.

1887. Arrivo dell'acqua potabile captata sulla riva sinistra dell'Areuse, celebrato nel 1888 dalla Grande Fontaine. Nello stesso anno nasce Charles-Édouard Jeanneret, il futuro Le Corbusier (1887-1965).

1896. Inaugurazione della grande sinagoga.

verso il 1900. Sotto l'influenza di Charles L'Eplattenier si sviluppa lo «Style sapin», variante locale dell'Art nouveau ispirata alla flora e alla fauna del Giura.

1900. Il comune di Les Eplatures (circa 1'500 abitanti) è inglobato in La Chaux-de-Fonds.

1910. La popolazione raggiunge 37'751 abitanti.

1912. Le Corbusier costruisce per i genitori la villa Jeanneret-Perret, detta «Maison blanche».

1912. Il partito socialista diventa dominante nella vita politica locale.

1916-1917. Costruzione della villa Schwob, detta «Villa turque», da parte di Le Corbusier.

1918. La città partecipa allo sciopero generale.

1919. Il Grand-Temple è distrutto da un incendio.

1921. Ricostruzione del Grand-Temple dopo l'incendio del 1919 (la sua torre risale alla fine del XVIII secolo).

1934. Creazione dell'ORIN, organismo destinato a diversificare l'economia locale.

1944. Fondazione del Club 44.

1955. Inaugurazione della Salle de musique, rinomata per la sua acustica.

1970. La popolazione raggiunge il massimo storico: 42'347 abitanti.

1974. Apertura del Museo internazionale dell'orologeria.

1975. La crisi orologiera colpisce duramente la città, che perde in un anno più di 1'000 abitanti e più di 2'000 posti di lavoro.

giugno 2009. «La Chaux-de-Fonds / Le Locle, urbanistica orologiera» è iscritto nella Lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Popolazione di La Chaux-de-Fonds

Popolazione di La Chaux-de-Fonds
153135 (circa)
1615355
1661495
1715702
17502'363
17753'234
18004'927
18255'858
185012'638
188023'818
191037'751
193035'252
195033'300
197042'347
199036'894
200037'016
202537'844

Luoghi storici di La Chaux-de-Fonds

Urbanistica orologiera (patrimonio mondiale dell'UNESCO). Ricostruita dopo l'incendio del 1794 e poi ampliata secondo il piano di Charles-Henri Junod (1835), la città è organizzata in fasce parallele in cui abitazioni e laboratori si mescolano. Con Le Locle è iscritta dal giugno 2009 al patrimonio mondiale come esempio eccezionale di insieme urbano interamente dedicato alla produzione orologiera. Karl Marx la cita nel Capitale come un'immensa «città-manifattura».

Museo internazionale dell'orologeria. Aperto nel 1974, ripercorre l'evoluzione della tecnica e dell'arte della misurazione del tempo.

Case di Le Corbusier. Nato in città nel 1887, Charles-Édouard Jeanneret, detto Le Corbusier, vi costruì le sue prime opere: villa Fallet (1906), ville Stotzer e Jacquemet (1907-1908), villa Jeanneret-Perret o «Maison blanche» (1912) e villa Schwob o «Villa turque» (1916-1917).

Grande Fontaine. Monumento del 1888 che commemora l'arrivo nel 1887 dell'acqua potabile captata sulla riva sinistra dell'Areuse, un progresso decisivo per una città di montagna priva di fiumi.

Grand-Temple. Tempio ricostruito nel 1921 dopo l'incendio del 1919, la cui torre risale alla fine del XVIII secolo, nel cuore dell'antico villaggio distrutto dall'incendio del 1794.

Salle de musique. Inaugurata nel 1955, è rinomata per la sua acustica eccezionale e ha ospitato numerosissime registrazioni.

Vestigia di La Chaux-de-Fonds

Grotta del Bichon. Questa grotta ha restituito tracce di occupazione epipaleolitica (10'300-9000 a.C.) e un cranio umano scoperto nel 1956. Anche la grotta detta «des boîtiers» ha fornito resti di questo periodo. Sono le più antiche testimonianze di una presenza umana sul territorio comunale.

Torre del Grand-Temple. Risalente alla fine del XVIII secolo, è più antica del tempio attuale, ricostruito nel 1921, e data al periodo successivo all'incendio del 1794.

Fonti

Località del comune con una scheda

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