Verrerie de Roches

Sito Cantone di Giura · Distretto: Delémont · Sito non abitato (comune di Courrendlin)
Fa parte del comune di Courrendlin
Veduta di Verrerie de Roches
Foto: Public domain, Wikimedia Commons

Origine del nome Verrerie de Roches

Le fonti designano il sito come « la Verrerie de Rebeuvelier dite de Roche(s) ». Il toponimo è oggi La Verrerie. L'origine del nome « Roches » resta inspiegata.[1][4]

Fondazione di Verrerie de Roches

La vetreria è fondata ex nihilo nel 1797 sul territorio di Rebeuvelier, oggi nel comune di Courrendlin (fusione del 1° gennaio 2019). La rende possibile la Rivoluzione, che aveva posto fine al monopolio dei maestri vetrai sostituendo i limiti alla libertà d'impresa con una semplice patente. I fondatori, Joseph Koetschet, Germain Bronner e Jean Baptiste Coste, sono tutti al servizio del Dipartimento del Mont-Terrible. Avevano prima acquistato foreste e avviato un primo progetto di vetreria, poi fallito. Scelgono il luogo con cura: lungo la strada da Bienne a Basilea, vicino alle materie prime (legno, sabbia, argilla) e a un corso d'acqua che fornisce energia idraulica. Attorno allo stabilimento si forma un borgo di vetrai.[1][4]

Storia di Verrerie de Roches

1797. Fondazione della vetreria da parte di Joseph Koetschet, Germain Bronner e Jean Baptiste Coste, al servizio del Dipartimento del Mont-Terrible.[1]

1802. Data della più antica rappresentazione nota del sito, un'acquatinta di Birmann.

1805. Célestin Châtelain prende in affitto la vetreria.[3]

1817. Célestin Châtelain acquista la vetreria.[3]

1825. Data della più antica pianta nota di La Verrerie.

1850. La mappa catastale mostra l'estensione del borgo dei vetrai.

1867. Spegnimento definitivo del forno di fusione. In seguito nessun'altra attività artigianale ha luogo sul sito.[1]

2003. Ricerche d'archivio e sondaggi meccanici in vista della costruzione dell'autostrada A16 (Transjurane) e del semisvincolo di Choindez.

2004-2005. Scavo archeologico da giugno 2004 a febbraio 2005: circa 1'500 m² e 203 strutture, tra cui il capannone del forno e il mulino.

2013. Pubblicazione dei risultati nel Cahier d'archéologie jurassienne 35, « Rebeuvelier, La Verrerie, redécouverte d'un passé préindustriel ».

Luoghi storici di Verrerie de Roches

Borgo di La Verrerie. Gli altri edifici del sito, casa del direttore, case operaie, locanda, officina, fucina e stalla, non sono stati toccati dai lavori autostradali. Si trovano sotto copertura boschiva e il loro stato non è stato valutato.

Vestigia di Verrerie de Roches

Capannone del forno e mulino. Lo scavo ha messo in luce il capannone di fusione, con forni secondari disposti lungo i muri secondo la loro funzione (preparazione delle materie prime a nord, ricottura a sud e a est), oltre a un forno per essiccare il legno e forni di fritta, di preriscaldamento e di curvatura. Il mulino serviva in particolare a macinare la chamotte e a lavare la sabbia. Fosse di estrazione dell'argilla delle prime fasi mostrano che i crogioli erano fabbricati sul posto.[1]

Reperti archeologici. Gli oggetti ritrovati coprono l'intera catena di produzione del vetro (materie prime, scarti, utensili, grande varietà di oggetti finiti). La vita quotidiana del borgo ha lasciato stoviglie, pentole, bottoni, scarpe, giocattoli e pipe.[1]

Fonti

  1. Office de la culture du Jura, résumé du Cahier d'archéologie jurassienne 35
  2. E. Evéquoz et U. Babey, « Rebeuvelier, La Verrerie, redécouverte d'un passé préindustriel », Cahier d'archéologie jurassienne 35, Porrentruy, 2013
  3. Dictionnaire historique de la Suisse, « Châtelain » (André Bandelier)
  4. Dictionnaire historique de la Suisse, « Rebeuvelier » (François Kohler)
  5. Office fédéral de topographie swisstopo, map.geo.admin.ch

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