Etoy
Origine del nome Etoy
Il nome di Etoy è attestato per iscritto già nel 1145, nella forma Stuie, in un atto in cui compare un certo Ulrich de Stuie in nome del priorato locale, già esistente a quella data. Le grafie si susseguono poi nel corso dei secoli: Estui (1167), Stoy (1177, nella bolla in cui il papa riconosce la «Cella de Stoi»), Estue (1215), Estuve (1228), Estuy (1269), Estuez (1349), Stuez (1379) e infine Estuey (1430), prima che l'ortografia si stabilizzasse col tempo su Etoy. L'ipotesi accolta per l'etimologia fa derivare questo nome dall'antico francese estui, che designa un luogo dove si ripone o si custodisce qualcosa; non si sa tuttavia cosa vi fosse esattamente custodito, né se la parola si riferisse a un edificio, a una funzione o a un uso più generale. Si incontra talvolta, in testi più recenti o nell'uso corrente, la grafia accentata Étoy, ma il nome ufficiale del comune, come figura nei registri amministrativi e nei documenti ufficiali, resta Etoy senza accento. Nel patois vodese, il villaggio si chiama Etiai o Ètyè. I suoi abitanti sono chiamati gli Etierruz, un gentilizio che coesiste con un soprannome collettivo più pittoresco, gli Écureuils (gli «scoiattoli», «lè z'Etiâiru» in patois). L'origine precisa di questo soprannome animale non ha potuto essere stabilita con certezza nelle fonti consultate; è comunque sufficientemente radicato nella memoria locale da aver ispirato, nel 1920, parte dello stemma comunale, che associa uno scoiattolo di sabbia alle chiavi d'oro eredità del passato religioso del villaggio.
Fondazione di Etoy
Etoy non deve la propria esistenza a un atto di fondazione datato né alla volontà di un unico signore. Il nome del luogo appare per la prima volta nei testi nel 1145 a proposito di un priorato già esistente, il che lascia supporre che l'abitato si fosse formato ancora prima, attorno a questo piccolo insediamento religioso e al dominio agricolo che lo circondava, sulle terre basse in riva al Lac Léman. Le origini di questo priorato restano dibattute: alcuni lo attribuiscono ai signori di Aubonne, altri piuttosto alla famiglia dei cavalieri di Hauteville, di cui un membro, Pierre d'Hauteville, confermò nel 1206 «tutte le donazioni fatte dai suoi antenati a questa casa di Etoy», il che testimonia in ogni caso un legame antico e duraturo tra questa famiglia e l'insediamento. Nel 1177 papa Alessandro III riconobbe formalmente la «Cella de Stoi» come possesso della congregazione del Gran San Bernardo, cioè dei canonici regolari legati all'ospizio del colle; ancora nel XVI secolo il priorato era amministrato direttamente dal prevosto del Mont-Joux, antico nome di questo colle alpino. È da questa filiazione che provengono le chiavi d'oro su campo azzurro dello stemma comunale, riprese da quello di Bourg-Saint-Pierre, sede della prevostura del Gran San Bernardo. Il villaggio si sviluppò dunque, per tutto il Medioevo, come una dipendenza rurale e religiosa orientata verso il lago piuttosto che come una classica creazione signorile costruita attorno a un castello. Fu solo con la Riforma e la conquista bernese del 1536 che il priorato venne secolarizzato; un castello fu allora edificato sul suo sedime, la cui sagoma attuale, più volte rimaneggiata, risale essenzialmente al XVIII secolo. Un'ipotesi ancora più antica, avanzata da alcune opere ma che non ha potuto essere riscontrata in modo indipendente, vorrebbe che dei cappellani servissero già una parrocchia in questo luogo fin dalla metà del IX secolo; questo punto resta da verificare piuttosto che da considerare accertato.
Storia di Etoy
IX secolo (ipotesi). Secondo un'ipotesi riscontrata in alcune opere, ma che non ha potuto essere confermata in modo indipendente, dei cappellani avrebbero già servito una parrocchia a Etoy fin dalla metà del IX secolo. Da considerare con prudenza in assenza di un riscontro solido.
1145. Prima menzione scritta conosciuta del luogo, nella forma Stuie, in un atto in cui compare Ulrich de Stuie in nome di un priorato già esistente.
1167. Il nome appare nella forma Estui.
1177. Papa Alessandro III riconosce la «Cella de Stoi» come possesso della congregazione del Gran San Bernardo.
1206. Pierre d'Hauteville confermò le donazioni fatte dai suoi antenati alla casa di Etoy, uno degli indizi usati per discutere le origini del priorato.
1215. Il villaggio è menzionato nella forma Estue.
1228. Nuova grafia attestata: Estuve.
1269. Il nome si scrive Estuy.
1349. Grafia Estuez.
1379. Grafia Stuez.
1430. Grafia Estuey, ultima variante rilevante prima della progressiva stabilizzazione dell'ortografia su Etoy.
1536. La conquista bernese del Pays de Vaud comporta la secolarizzazione del priorato. Un castello viene edificato sul suo antico sedime.
1701. Sotto l'amministrazione bernese, Etoy viene attribuito al balivato di Aubonne.
1798-1803. Durante la Repubblica Elvetica, Etoy dipende inizialmente dal distretto di Aubonne, nel cantone del Léman.
1803. Con l'entrata in vigore dell'Atto di Mediazione, Etoy viene riorganizzato e attribuito al distretto di Morges, dove resterà stabilmente, e non al distretto di Aubonne come si potrebbe pensare a prima vista: il passaggio per Aubonne, qualche anno prima, era stato solo transitorio.
1850. Il comune conta 474 abitanti.
14 aprile 1858. La linea ferroviaria Morges-Coppet, tratto della linea Lausanne-Genève, viene messa in servizio e dota Etoy di una stazione.
1872. Auguste Buchet fonda a Etoy l'Espérance, un'istituzione medico-educativa destinata all'accoglienza di persone con disabilità.
1900. Il comune conta 663 abitanti.
1920. Lo stemma comunale, che associa le chiavi d'oro del passato religioso e lo scoiattolo del soprannome locale, viene ufficialmente adottato.
1980. Il comune conta 891 abitanti.
1984. La popolazione supera la soglia dei 1'000 abitanti.
1998. La popolazione supera la soglia dei 2'000 abitanti, segno di una rapida crescita residenziale in circa quindici anni.
31 agosto 2006. Riforma dei distretti vodesi: l'ex distretto di Morges, al quale Etoy apparteneva dal 1803, si fonde con gli ex distretti di Aubonne, Cossonay e Rolle per formare il nuovo e più vasto distretto di Morges.
2009. L'azienda Chiquita Brands International installa a Etoy una delle sue due sedi mondiali.
2022. Il comune conta 2'931 abitanti secondo una compilazione statistica.
2023. Il comune conta 2'913 abitanti, una leggera fluttuazione rispetto all'anno precedente più che un'inversione di tendenza.
Popolazione di Etoy
| 1850 | 474 |
| 1900 | 663 |
| 1980 | 891 |
| 1984 | 1'000 |
| 1998 | 2'000 |
| 2022 | 2'931 |
| 2023 | 2'913 |
Luoghi storici di Etoy
Castello di Etoy. Costruito nel XVI secolo sul sito dell'antico priorato del Gran San Bernardo, secolarizzato dopo la conquista bernese, il castello è stato rimaneggiato più volte e deve gran parte del suo aspetto attuale al XVIII secolo. Ha ospitato in particolare, per più di cinquant'anni, la famiglia dello scrittore ginevrino Guy de Pourtalès. Resta oggi un luogo di vita culturale, che accoglie concerti e manifestazioni, e conserva ancora tracce della sua origine religiosa nella sua organizzazione generale.
Chiesa di San Nicola. L'edificio attuale conserva in buona parte elementi risalenti al XIII secolo, con rimaneggiamenti successivi legati in particolare alla Riforma. Il suo arco trionfale, del XII secolo, è anteriore al resto dell'edificio visibile oggi. Il campanile, massiccio, corrisponde a un'antica torre di difesa riconvertita in campanile; porta una campana datata 1630.
Frazione di Romanèche. Questa frazione conserva un aspetto edilizio caratteristico, con case rurali a vocazione agricola e vinicola, alcune risalenti ai secoli XVII-XIX. L'intero villaggio di Etoy, Romanèche compresa, figura nell'Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere di importanza nazionale.
L'Espérance. Fondata nel 1872 da Auguste Buchet, questa istituzione medico-educativa destinata all'accoglienza di persone con disabilità occupa un vasto sito a nord del villaggio. Costituisce, insieme al castello e alla chiesa, uno dei punti di riferimento storici più significativi del comune, sebbene di vocazione sociale piuttosto che patrimoniale in senso stretto.
Stazione di Etoy. Messa in servizio il 14 aprile 1858 con l'apertura del tratto Morges-Coppet della linea Lausanne-Genève, la stazione di Etoy ha contribuito, come in molti comuni rivieraschi del Lac Léman, allo sviluppo residenziale ed economico del villaggio nel corso del XX secolo.
Vestigia di Etoy
Vestigia del priorato medievale. Il priorato, fondato al più tardi nel XII secolo e legato alla congregazione del Gran San Bernardo, non esiste più come tale dopo la sua secolarizzazione nel 1536: il castello attuale è stato costruito sul suo sedime e ne ha probabilmente integrato parte delle strutture. Nelle fonti consultate non è stato trovato alcuno scavo archeologico documentato su questo sito preciso; ciò che sussiste dell'edificio religioso originale è dunque più una traccia indiretta, nell'impianto e nell'organizzazione del castello, che un vestigio visibile e chiaramente identificato come tale.
Arco trionfale del XII secolo. Conservato nella chiesa di San Nicola nonostante i rimaneggiamenti successivi dell'edificio, questo arco trionfale romanico costituisce l'elemento architettonico più antico identificato con certezza sul territorio del villaggio.
Antica fabbrica di tegole e banchina. Un'antica fabbrica di tegole ha operato a Etoy, che era tra i primi centri di produzione di tegole del canton Vaud; un viale di castagni ne segnerebbe ancora oggi il percorso fino a una banchina sul lago. Questo dettaglio proviene da un'unica fonte consultata e non ha potuto essere riscontrato in modo indipendente; è menzionato qui con questa riserva piuttosto che come un fatto pienamente accertato.
Fonti
- Dictionnaire historique de la Suisse, article "Etoy"
- Wikipédia FR, "Étoy"
- Wikipedia DE, "Etoy VD"
- Wikipedia EN, "Étoy, Switzerland"
- Feuille des avis officiels du canton de Vaud, Alphabet des communes, "Etoy"
- Commune d'Etoy, site officiel, "Un peu d'histoire"
- Commune d'Etoy, site officiel, "Découvrir Etoy"
- Wikipédia FR, "District de Morges"
- Wikipédia FR, "Ligne Lausanne-Genève"
- Localcities, fiche "Commune Etoy"
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