Fresens

Cantone di Neuchâtel · Regione: Littoral · 252 abitanti (2017, ex comune di Fresens)
Fa parte del comune di La Grande Béroche

Origine del nome Fresens

Il villaggio è menzionato nel 1265 nella formula « Hiremanz dit de Fressen », che designa un abitante detto di Fressen: il luogo esisteva quindi già. Si trovano poi le forme « Fresain » nel 1290 e « villa de Fressens » nel 1340 (da verificare). Il nome sarebbe formato su un nome personale di origine burgunda o gallo-romana, Frigis, con il suffisso -ens, molto diffuso nella Svizzera romanda (da verificare).

Fondazione di Fresens

Nessuna fonte menziona un atto di fondazione o un fondatore per Fresens, la cui origine è graduale. Il territorio era abitato fin dal Neolitico, come attesta il dolmen del Trou des Âmes. In epoca romana lo attraversava la Vy d'Etra: presso il Pont Porret sussistono un muro romano e un selciato di questa strada, e a La Salette sono state individuate tracce di una costruzione romana. Al Tombet è stata scoperta una necropoli merovingia. Nel Medioevo Fresens faceva parte dell'allodio di Gorgier, passato ai signori di Estavayer nel XIII secolo; la castellania di Gorgier divenne un feudo della casa di Neuchâtel nel 1344. Il villaggio dipende dalla parrocchia di Saint-Aubin. Conti signorili del 1360 circa, conservati negli Archivi di Stato di Neuchâtel, elencano i tributi degli abitanti (frumento, capponi, cera d'api, olio di noci) e i diritti signorili (multe, laudemi, censi pagabili a San Maurizio).

Storia di Fresens

Neolitico finale (fine del IV, inizio del III millennio a.C.). Occupazione più antica attestata sul territorio di Fresens: un dolmen a lastra perforata, oggi noto come Trou des Âmes, viene eretto ai margini di quella che diventerà più tardi una strada, nella parte alta del villaggio.

Epoca romana. La Vy d'Etra attraversa il territorio: presso il Pont Porret sussistono un muro romano e un selciato di questa strada, e a La Salette sono state individuate tracce di una costruzione romana. Una villa romana avrebbe occupato la parte sud del villaggio, e i suoi materiali sarebbero stati riutilizzati in seguito (da verificare).

Epoca merovingia. In località Le Tombet viene realizzata una necropoli.

1265. Prima menzione scritta conosciuta: è citato un certo « Hiremanz dit de Fressen », il che implica che il luogo esisteva già.

1290. Il nome del villaggio è attestato nella forma « Fresain » (da verificare).

1340. Il villaggio è menzionato nella forma « villa de Fressens » (da verificare).

1344. La castellania di Gorgier, da cui dipende Fresens, diventa un feudo della casa di Neuchâtel.

1356. Il conflitto tra Louis de Neuchâtel e Arthaud d'Estavayer per il possesso della signoria di Gorgier-Vaumarcus, che comprende Fresens, porta all'occupazione di questa signoria e segna l'inizio di una documentazione più ricca sul villaggio.

1359-1378. La signoria di Gorgier, a cui appartiene Fresens, passa dalla famiglia d'Estavayer alla casa di Neuchâtel (Louis Ier de Neuchâtel, poi sua figlia Isabelle de Neuchâtel), prima di ritornare alla famiglia d'Estavayer nel 1378.

verso il 1360. Conti signorili conservati negli Archivi di Stato di Neuchâtel dettagliano gli obblighi degli abitanti di Fresens verso il loro signore: frumento per il forno comune (7 coupes annuali), 16 capponi, cera d'api e olio di noce, oltre a multe, lods (diritti di mutazione) e censi (imposte fondiarie) pagabili a San Maurizio.

1433. La signoria di Gorgier, comprendente Fresens, passa a Jean de Neuchâtel-Vaumarcus.

1806. Il principato di Neuchâtel, da cui dipende Fresens, viene cesso dal re di Prussia all'imperatore Napoleone I, che ne fa un principato per il suo maresciallo Alexandre Berthier.

1815. In seguito al Congresso di Vienna, il principato di Neuchâtel entra nella Confederazione svizzera come 21° cantone, restando al contempo possedimento del re di Prussia: uno statuto misto unico in Svizzera, che si applica dunque anche a Fresens.

1831. Fresens è il primo comune della Béroche a erigere un albero della libertà, durante i moti repubblicani del 1831.

1856-1857. L'affare di Neuchâtel, un tentativo di controrivoluzione realista seguito da una risoluzione diplomatica internazionale, pone fine allo statuto di principato prussiano: Neuchâtel diventa da allora un cantone svizzero a pieno titolo, come gli altri.

XIX secolo. Il villaggio resta agricolo; alcuni abitanti trovano un'occupazione nell'artigianato tessile, soprattutto il merletto a fuselli.

1914. Apertura di una piccola falegnameria, che passa alla produzione industriale nel 1971.

1° gennaio 2018. Fresens si fonde con Bevaix, Gorgier, Saint-Aubin-Sauges, Vaumarcus e Montalchez per formare il nuovo comune di La Grande Béroche, di cui diventa una località; il villaggio ha conservato il suo carattere rurale.

Popolazione di Fresens

Popolazione di Fresens
1632181 (38 case)
1750169
1850193
1880234
1900175
1950147
2000218
2010215
2017252

Luoghi storici di Fresens

Il dolmen del Trou des Âmes. Nella parte alta del villaggio, ai margini della strada, si erge una lastra di pietra perforata da un foro ovale di circa 40 per 26 cm, resto di un dolmen a lastra perforata del tipo detto di Schwörstadt, risalente al Neolitico finale. È stato identificato durante la Seconda guerra mondiale, in occasione di un censimento dei monumenti megalitici della regione, e appartiene a una famiglia di dolmen simili, tra cui quelli di Onnens (VD), di Courgenay (JU) e quello di Auvernier esposto al Laténium, a Hauterive (NE).

La fontana la Pompe. Antica fontana del villaggio coperta da un tetto in scandole di legno, elemento patrimoniale caratteristico di Fresens (da verificare).

La terrazza di Fresens e il suo punto panoramico. Il villaggio è costruito a circa 620 metri di altitudine, su una terrazza che domina il lac de Neuchâtel di circa 200 metri, offrendo un punto panoramico sul lago e sulle Alpi. Il punto più alto del territorio comunale, sul versante sopra il villaggio, raggiunge i 690 metri.

Vestigia di Fresens

Il dolmen del Trou des Âmes (Neolitico finale). Unico resto megalitico conservato a Fresens: una lastra di pietra perforata da un foro ovale, parte di un dolmen a lastra perforata risalente alla fine del IV o inizio del III millennio prima dell'era volgare. La lastra misura oggi circa 1,3 per 1,3 metri; era in passato più grande e la sua apertura si trovava allora al centro. Altre pietre del monumento sarebbero state riutilizzate come elementi di recinzione nel villaggio.

Vestigia romane. Presso il Pont Porret sussistono un muro romano e un selciato della Vy d'Etra, e a La Salette sono state individuate tracce di una costruzione romana. Una grande villa romana avrebbe inoltre occupato la parte sud del villaggio; i suoi materiali sarebbero stati riutilizzati in edifici più tardi (da verificare).

Necropoli merovingia del Tombet. In località Le Tombet è stata portata alla luce una necropoli di epoca merovingia.

Fonti

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