
Genthod
Origine del nome Genthod
Il nome compare nel XIV secolo nella forma « Gentouz ». Non si sa ancora che cosa significhi questo nome.[1]
Fondazione di Genthod
Non si sa chi abbia fondato Genthod. Il suo territorio ha però restituito stazioni palafitticole del Neolitico, vestigia romane e una necropoli del III-VII secolo alla Maladière. Nel Medioevo il villaggio dipende dal mandamento di Peney e dal vescovo di Ginevra. Questi infeuda la giurisdizione alla famiglia de Genthod, proprietaria di una casa forte nel villaggio. Il feudo passa poi alla Signoria di Ginevra, quindi a famiglie borghesi della città. Dopo l'occupazione bernese Genthod si trova racchiuso nel Pays de Gex, da cui numerose difficoltà di culto e di confini. Il comune nasce quando Genthod rientra nel territorio ginevrino, dopo l'occupazione francese.[1]
Storia di Genthod
Neolitico. Stazioni palafitticole.[1]
III-VII secolo. Necropoli della Maladière.[1]
XIV secolo. Menzione nella forma « Gentouz ».[1]
1328. Il vescovo di Ginevra infeuda la giurisdizione alla famiglia de Genthod, che possiede una casa forte nel villaggio. Il villaggio dipende dal mandamento di Peney.[1]
1536-1564. Occupazione bernese; Genthod si trova poi racchiuso nel Pays de Gex.[1]
1541. Il feudo passa alla Signoria di Ginevra, poi è tenuto da famiglie borghesi della città fino al 1798.[1]
1685. Dopo la Riforma il villaggio è annesso alla parrocchia di Moëns. Alla chiusura del tempio di Moëns nel 1685, lo serve un pastore ginevrino.[1]
1725-1752. La famiglia Saladin costituisce la tenuta del Grand-Malagny, riacquistando le case della frazione, che fa radere al suolo.[2]
1749. Il trattato di Parigi risolve le difficoltà di culto e di delimitazione dei confini. Fissa anche i limiti dell'enclave di Malagny.[1][2]
1765. Horace Bénédict de Saussure sposa Albertine Amélie Boissier, nipote di Ami Lullin, per il quale era stata costruita la casa del Creux-de-Genthod.[8]
1798-1814. Occupazione francese.[1]
1816. Creazione del comune, quando Genthod rientra nel territorio ginevrino.[1]
1817. Genthod diventa una parrocchia indipendente.[1]
1823. Apertura di un primo cantiere navale, dopo una latteria nel 1801.[1]
1858. Apertura della stazione di Genthod-Bellevue.[1]
1869. Costruzione del tempio attuale.[1]
1900-1925. Un tram collega Genthod a Ginevra. Nel 1990 gli succede una linea di autobus.[1]
1985. Il 20 novembre, durante il vertice Reagan-Gorbačëv, il presidente della Confederazione Kurt Furgler offre un ricevimento nella residenza La Gandole.[9]
1995. La manifattura orologiera Franck Muller Watchland SA si insedia a Genthod.[1]
2006. Il gruppo Franck Muller acquista la tenuta di Malagny.[2]
Popolazione di Genthod
| 1850 | 228 |
| 1900 | 380 |
| 1950 | 739 |
| 1980 | 1'175 |
| 2000 | 2'171 |
| 2025 | 2'858 |
Luoghi storici di Genthod
Domaine du Saugy. Casa padronale la cui tenuta fu creata dalla famiglia Gallatin. Bene culturale d'importanza regionale (inventario PBC, campagne Le Saugy).[1][7]
Malagny. Frazione menzionata nel 1295 (« Malagnier »), che nel Medioevo dipende, come Genthod, dal mandamento di Peney. La famiglia Saladin vi costituisce la tenuta del Grand-Malagny tra il 1725 e il 1752. La casa padronale, in stile classico, è venduta nel 1819 ad Alexandre Marcet, e la tenuta è acquistata nel 2006 dal gruppo Franck Muller.[2]
Casa Lullin-de-Saussure. Casa del Creux-de-Genthod costruita nel 1723-1730 su progetto dell'architetto parigino Jean-François Blondel per Ami Lullin, la cui nipote sposò Horace Bénédict de Saussure nel 1765. Tutelata dal Consiglio di Stato il 14 settembre 1956, bene culturale d'importanza nazionale.[5][7][8]
Casa Charles Bonnet. Casa padronale della tenuta di Beau-Pré, edificata nel 1728-1731 per Horace-Bénédict De la Rive. I giardini sono sistemati dopo il 1756 per Charles Bonnet, che vi riceve tutta l'Europa dotta. Bene culturale d'importanza nazionale.[6][7]
Tempio di Genthod. Tempio della parrocchia indipendente dal 1817, costruito nel 1869.[1]
Vestigia di Genthod
Stazioni palafitticole. Il territorio comunale ha restituito stazioni palafitticole del Neolitico.[1]
Necropoli della Maladière. Necropoli del III-VII secolo nella località la Maladière. Il territorio comunale ha anche restituito vestigia romane.[1]
Fonti
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Genthod » (Martine Piguet), version du 11.07.2007
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Malagny » (Martine Piguet)
- Office cantonal de la statistique (OCSTAT), Mémento statistique du canton de Genève 2026, tableau Population résidante par commune, en 2025
- geo.admin.ch, service de recherche de swisstopo (coordonnées)
- Office du patrimoine et des sites, recensement architectural du canton de Genève, « Maison Lullin-de Saussure », route du Creux-de-Genthod 19 (fiche 2011-26166)
- Inventaire fédéral des biens culturels (PBC), fiche 2579 « Beau-Pré », texte de la Société d'histoire de l'art en Suisse (Guide artistique de la Suisse)
- Inventaire PBC, liste cantonale Genève (état au 1.1.2026)
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Saussure, Horace Bénédict de », version du 23.02.2011
- Thomas Kern, « The Geneva Summit », swissinfo.ch, 27.05.2021 (photographies Keystone)
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