
Orsières
Origine del nome Orsières
Il nome compare nel 972 nella forma « Pons Ursarii », poi « Ursiores » presso Sigerico nel 990. In patois si direbbe forse « Orsâïre ». Deriverebbe da « Ursarias », dal latino « ursus », l'orso, come Orcières (Francia) o Urseren (Uri). Il luogo sarebbe stato frequentato da orsi, o abitato da cacciatori o domatori d'orsi.[1]
Fondazione di Orsières
Orsières si trova sulla strada del colle del Gran San Bernardo, ai piedi del massiccio del Monte Bianco, al confine francese e italiano. Il suo ponte, a lungo l'unico sulla Dranse, compare già nella prima menzione del luogo. A metà dell'XI secolo il vescovo di Sion cede il villaggio e i suoi servi al capitolo della cattedrale. Dal XII secolo Orsières dipende dai conti di Savoia e fa parte, fino al 1798, della castellania di Sembrancher. La comunità si organizza presto: dal XIII secolo un'assemblea giudiziaria regola gli affari comuni, poi la dirige un sindaco. Sotto l'Ancien Régime, e probabilmente dal Medioevo, si divide in tre terzi: Tiers de Ville, Tiers d'Issert e Tiers des Côtes. Vive di segale, allevamento, bosco e vigne a Fully e Martigny, prima del trasporto attraverso il colle e del turismo. Il comune riunisce oggi la Val Ferret, la valle di Champex, il borgo sulla Dranse d'Entremont e frazioni come Champex, Ferret, Issert, La Fouly e Praz-de-Fort.[1]
Storia di Orsières
972. Prima menzione, « Pons Ursarii »: i Saraceni catturano l'abate Maiolo di Cluny presso il ponte di Orsières.[1]
990. Sigerico cita « Ursiores » come tappa della Via Francigena (menzione da confermare).
1052. Il vescovo di Sion Aymon cede il villaggio e i suoi servi al capitolo della cattedrale.[1]
1150-1162. Il vescovo dona la chiesa di Saint-Pantaléon ai canonici del Mont-Joux. Donazione respinta dal papa nel 1163, poi confermata nel 1177.[1]
1189. Il conte di Savoia dona la foresta di Ferret alla confraternita del Mont-Joux (Gran San Bernardo).[1]
1228. La chiesa porta al più tardi da questa data la dedicazione a Saint-Nicolas.[1]
1352. La comunità è diretta da un sindaco e posta sotto un metrale.[1]
1376. Amedeo VI di Savoia concede a Orsières una carta di franchigie.[1]
1475. Dopo la sconfitta della Savoia, la castellania di Sembrancher, di cui fa parte Orsières, dipende dal governatorato di Saint-Maurice fino al 1798.[1]
anni 1780. La comunità si dota di una nuova casa parrocchiale.[1]
1800. L'armata d'Italia attraversa Orsières.[1]
1810-1813. Sotto il regime francese, Orsières appartiene al cantone di Entremont, circondario di Saint-Maurice, del dipartimento del Sempione.[1]
1853. I contadini fondano una cooperativa per trasportare turisti e merci attraverso il Gran San Bernardo.[1]
1893. La strada è prolungata fino al colle.[1]
1910. Entrata in servizio della ferrovia Martigny-Orsières.[1]
1925. Creazione di un giardino botanico alpino.[1]
1935. Inaugurazione di una cappella riformata a Champex.[1]
1974. Fondazione di una scuola media (cycle d'orientation).[1]
1990. Orsières partecipa al Centre régional d'études des populations alpines.[1]
Popolazione di Orsières
| 1313 | 304 contribuenti |
| 1339 | 402 contribuenti |
| 1356 | 259 contribuenti |
| 1402 | 122 contribuenti |
| 1798 | 1'784 |
| 1850 | 2'305 |
| 1900 | 2'215 |
| 1950 | 2'286 |
| 2000 | 2'630 |
| 2025 | 3'339 |
Luoghi storici di Orsières
Chiesa Saint-Nicolas. Antica chiesa di Saint-Pantaléon donata ai canonici del Mont-Joux nel XII secolo e dedicata a san Nicola al più tardi nel 1228. A una prima chiesa romanica segue un edificio del XV secolo, poi quello degli anni 1890. All'inizio del XXI secolo la parrocchia è ancora servita dalla prevostura del Gran San Bernardo.[1]
Ponte di Orsières. A lungo l'unico ponte sulla Dranse, è il luogo della cattura dell'abate Maiolo di Cluny da parte dei Saraceni nel 972.[1]
Cappelle dei villaggi. Cappelle a Commeire, La Rosière, Praz-de-Fort, Ferret, Chez-les-Reuses e Champex, dove nel 1935 è inaugurata una cappella riformata.[1]
Champex e Val Ferret. Il turismo inizia verso il 1850 nella regione di Champex, che ospita un giardino botanico alpino dal 1925. Champex e La Fouly sono oggi stazioni sciistiche.[1]
Fonti
- Dictionnaire historique de la Suisse, « Orsières » (Albano Hugon, version allemande du 03.11.2009 ; version française non lue, erreur 429)
- Office fédéral de la statistique (OFS), STATPOP, chiffres provisoires au 31.12.2025, via citypopulation.de
- geo.admin.ch, recherche de lieux (coordonnées)
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