I nomi di villaggi in -ens e in -ins
Renens, Lucens, Échallens, Cuarnens, Bursins, Prangins: molti villaggi dell'Altopiano vodese portano un nome che termina in -ens o in -ins. Questa terminazione ha una storia, che i documenti più antichi permettono di seguire.
Forme antiche in -ingis e in -ingus
I primi atti scritti in latino non danno ancora la terminazione -ens. Scrivono -ingis, -ingus o -inges. Eclépens compare nell'814 nella forma «Sclepedingus», Renens tra l'888 e l'896 nella forma «in villa Runingis», Lucens nel 964 nella forma «in villa Losingus». L'antico nome tedesco di Lucens, Losingen, ha conservato questa finale.
Gli esempi sono numerosi nelle schede del sito: Cuarnens è «Quarningis» nel 1001, Lovatens «Lovatingis» tra il 996 e il 1017, Ressudens «Ramsoldingis» nel X secolo, Bofflens «Boflinges» nel 1011, Bursins «Bruzinges» nello stesso anno. Thierrens è scritto «Teoderinco» tra il 1004 e il 1007.
Le due forme hanno potuto esistere insieme. Per Ecublens, il Dizionario storico della Svizzera dà «in villa Escublens» nel 958 o 959, poi «Scubilingis» nel 964.
«Presso la gente di...»
Nel 1906 Henri Jaccard, autore di un saggio sui nomi di luogo della Svizzera romanda, fa derivare questo suffisso dal germanico «ingum», latinizzato in «ingis». Secondo lui, dal IX secolo la terminazione diventa «ens, eins, enges o anges, inges». Il nome si forma su quello di un proprietario: Renens, da «Runingis», significherebbe «presso i discendenti di Runo».
Le schede propongono nomi di persona per diversi villaggi, senza certezza: Scarilo per Échallens, Huno o Unno per Onnens, Obbo o Oppo per Oppens, Wisihar per Vucherens, Willihari per Vullierens, Ido o Ito per Yens, Cotto per Cottens. Per molti altri non è stata pubblicata alcuna spiegazione.
Una terminazione che cambia secondo le regioni
Jaccard osserva nel 1906 che lo stesso suffisso prende forme diverse secondo le regioni. La forma -ens prevale nel cantone di Friburgo e intorno a Échallens (Berlens, Sullens). Si trova -ins a sud dell'Aubonne (Bursins, Prangins) e verso Neuchâtel. Ginevra e la vicina Alta Savoia hanno nomi in -inges (Presinges e Puplinges, oggi scritti Presinge e Puplinge). La forma -enges si incontra nella valle della Broye (Auboranges, Martherenges) e vicino a Morges (Préverenges, Bassenges). Jaccard vede infine in nomi come Renan, Chevran o Valavran una forma ridotta in -an.
Jaccard cita il conteggio di Zimmerli, che arriva a 111 villaggi e frazioni formati con questo suffisso nella Svizzera romanda.
Nomi burgundi?
Per Jaccard questi nomi formano lo strato più recente dei nomi di luogo romandi, «due à l'invasion burgonde, au commencement du cinquième siècle»: ogni capo burgundo avrebbe ricevuto il suo lotto di terre e il villaggio avrebbe preso il suo nome. Jaccard nota che questi nomi si concentrano sugli altipiani tra le valli: tra la Sarine e la Glâne, tra la Glâne e la Broye, nel Gros-de-Vaud e tra la Venoge e il piede del Giura.
Gli storici hanno poi sfumato questa lettura. L'articolo «Burgundi» del Dizionario storico della Svizzera (2006) ricorda che Ezio insedia i Burgundi nella Sapaudia nel 443 e che il loro regno finisce dopo la vittoria dei Merovingi ad Autun nel 532 e la spartizione del 534. Presenta come non accolta l'antica ipotesi che faceva dei nomi in -ens o -ans (dal germanico -ingos) nomi burgundi, e dei nomi in -anges o -enges (da -ingas) nomi franchi o alemanni. Secondo questo articolo, questi nomi testimoniano soprattutto la colonizzazione dell'epoca merovingia, nei secoli VI e VII.
Lo stesso articolo cita però il linguista Stefan Sonderegger, per il quale l'estensione dei nomi in -ingos fino alla Sarine e al sud-ovest del Giura bernese potrebbe indicare la «survivance d'éléments linguistiques burgondes dans le parler roman». Le schede del sito che parlano di un'origine burgunda lo fanno quindi al condizionale.
Non tutti i nomi in -ens vengono da -ingos
Una terminazione in -ens o in -ins non basta per collocare un nome in questa famiglia. Le forme antiche mostrano talvolta un'altra origine. Givrins è scritto «Givriacus» verso il 1087, poi «Givriacum» tra il 1155 e il 1185. Presinge è dapprima «in Presiago» dopo l'anno 1000, prima di «Presingium» nel 1180.
Altri nomi hanno una spiegazione diversa. Saint-Oyens deve il suo nome a san Oyend (Eugendus), a causa di un oratorio fondato dall'abbazia di Saint-Claude. Daillens verrebbe da «daille», un nome del pino silvestre. Ursins sarebbe legato al latino ursus, «orso», e il suo stemma porta teste d'orso dal 1921. Per Bursins, malgrado la forma «Bruzinges», è stato proposto anche un nome di persona latino, Bruccius o Bruttius. Spiegazioni con un nome romano seguito da un altro suffisso sono state avanzate anche per Eclagnens e Epalinges, e Marin («Marens» nel 1179) ha ricevuto diverse spiegazioni senza legame con questo suffisso.
Per spiegare un nome bisogna partire dalle forme più antiche, quando esistono. È quanto fa ogni scheda del sito nella sua rubrica sull'origine del nome, con le proprie fonti.
Le località citate
- Renens
- Eclépens
- Ecublens
- Lucens
- Cuarnens
- Lovatens
- Ressudens
- Thierrens
- Bursins
- Bofflens
- Échallens
- Onnens
- Oppens
- Vucherens
- Vullierens
- Yens
- Cottens
- Sullens
- Prangins
- Presinge
- Puplinge
- Martherenges
- Préverenges
- Givrins
- Ursins
- Daillens
- Saint-Oyens
- Marin-Épagnier
- Éclagnens
- Epalinges
Fonti
- Reinhold Kaiser, « Burgondes », Dictionnaire historique de la Suisse (DHS), version du 09.10.2006
- Henri Jaccard, Essai de toponymie. Origine des noms de lieux habités et des lieux-dits de la Suisse romande, Mémoires et documents de la Société d'histoire de la Suisse romande, 2e série, t. VII, 1906, introduction
- Michel Depoisier, « Renens (VD) », DHS, version du 09.05.2012
- Alexandre Pahud, « Lucens », DHS, version du 06.02.2017
- « Ecublens (VD) », DHS, version du 07.08.2014