Abbazie e priorati della Svizzera romanda

Molto prima dei comuni, alcuni monasteri controllavano una parte della Svizzera romanda. Possedevano villaggi interi, amministravano la giustizia, dissodavano foreste e piantavano vigne. La Riforma del 1536, poi la Rivoluzione, ne hanno chiusi la maggior parte. Le loro chiese e i loro antichi possedimenti si ritrovano però in molte schede del sito.

I primi monasteri (V-VII secolo)

A Saint-Maurice la storia comincia prima del monastero. Verso il 380-390 il primo vescovo del Vallese, Teodulo, fa trasportare ai piedi della parete rocciosa di Agaune le ossa attribuite ai soldati della Legione tebea. Il luogo attira pellegrini già in epoca burgunda. Nel maggio-giugno 515 Sigismondo, futuro re dei Burgundi, vi fonda un'abbazia, inaugurata il 22 settembre. I monaci praticano la laus perennis, una lode di Dio cantata senza interruzione da più cori che si alternano. È l'abbazia a dare il nome alla località, all'inizio dell'XI secolo.

Nel Giura vodese, Romainmôtier risale probabilmente a una fondazione di san Romano verso il 450. Il legame con Romano compare solo in una cronaca del XIII secolo, ma gli scavi del 1905-1915 hanno portato alla luce una chiesa del V secolo. Il convento decade, poi il duca Chramneleno vi introduce la regola di Colombano al più tardi nel 642. Nel 753 papa Stefano II, diretto dal re Pipino il Breve, vi fa sosta. Il monastero di Baulmes è fondato nella stessa epoca, nel 652.

Più a nord, due fondazioni del VII secolo seguono la tradizione di Colombano. Verso il 640 il duca d'Alsazia Gundoino offre terre da dissodare nell'alta valle della Birsa, per riaprire la strada del passo di Pierre-Pertuis. Walberto, abate del monastero colombaniano di Luxeuil, vi fa fondare l'abbazia di Moutier-Grandval, a Moutier. Strutture di questo insediamento sono state ritrovate nel 2008 sotto la rue Centrale. A Saint-Ursanne nasce nel VII secolo un'abbazia sulla tomba di Ursicino, morto verso il 610.

L'epoca di Cluny (X-XI secolo)

Nel X secolo la famiglia reale di Borgogna detiene diverse di queste case e le affida all'abbazia di Cluny, allora in piena espansione. Tra il 966 e il 990 il re Corrado cede definitivamente Romainmôtier all'abate Maiolo. Il suo successore Odilone vi soggiorna più volte e alla fine del X secolo fa costruire la chiesa attuale, sul modello della seconda chiesa di Cluny. È tra le testimonianze più importanti dell'arte romanica cluniacense in Svizzera.

A Payerne esiste verso il 950/960 un capitolo di canonici. L'imperatrice Adelaide, figlia della regina Berta, ne chiede l'annessione a Cluny come priorato verso il 965, e vi fa seppellire la madre. Nel XII secolo i monaci di Payerne fabbricano una serie di falsi, noti come «testamento della regina Berta», che fanno di Berta la fondatrice del luogo e concedono ai monaci diritti che non avevano. Da questi falsi nasce la leggenda della «buona regina Berta». La navata dell'attuale chiesa abbaziale risale agli anni 1070-1080.

Le due case cluniacensi gestiscono i beni lontani tramite piccoli priorati. Romainmôtier ne fonda nel XII secolo a Bursins, Mollens, Vufflens-la-Ville e Vallorbe. Scompaiono al più tardi nel XIV secolo. Le case di Bevaix e di Corcelles gli vengono annesse nella stessa epoca, ma conservano una certa autonomia fino alla Riforma. Payerne ha priorati a Bassins, a Pont-la-Ville e fino in Alsazia. Prima del 1174 riceve anche l'antico monastero di Baulmes.

Cistercensi e premostratensi: l'ondata del XII secolo

Tra il 1120 e il 1145 circa, una serie di nuove abbazie si insedia in valli appartate. Appartengono a due ordini riformatori: i cistercensi, monaci bianchi venuti da Cîteaux, e i premostratensi, canonici regolari che risalgono a san Norberto. I vescovi di Losanna e di Basilea e le famiglie nobili della regione le dotano di terre.

Tra i cistercensi, Lucelle è fondata nel 1123-1124 dai conti di Montfaucon, su una terra della Chiesa di Basilea. Il sito si trova oggi nel comune francese di Lucelle, nell'Alto Reno. Situata su un confine linguistico, l'abbazia conta circa 200 monaci verso il 1200. Bonmont, nel comune di Chéserex, esiste nel 1123 e passa all'ordine cistercense nel 1131, sei anni dopo una visita di san Bernardo. Il vescovo Guy de Maligny fonda Hautcrêt nel 1134, sul territorio di Les Tavernes, oggi comune di Oron. Montheron, nel comune di Losanna, segue nel 1135. Guglielmo di Glâne fonda Hauterive tra il 1132 e il 1137, in un'ansa della Sarine. L'abbazia è consacrata il 25 febbraio 1138.

Tra i premostratensi, l'abbazia del Lac de Joux, sul territorio dell'attuale comune di L'Abbaye, è fondata tra il 1126 e il 1134 dal vescovo Bartolomeo di Laon, con l'aiuto del fratello Ebal di Grandson-La Sarraz. Diventa la casa madre di Bellelay, fondata verso il 1140, e di Humilimont, fondata a Marsens tra il 1136 e il 1141. Fontaine-André, nel comune di Neuchâtel, è fondata prima del 1143 da religiosi venuti da Corneux, nell'Alta Saona. Il Lac de Joux e Humilimont nascono come monasteri doppi. Le loro comunità femminili sono presto trasferite, a Rueyres presso Chardonne verso il 1141 e a Posat verso il 1140/1148.

Queste abbazie sfruttano le loro terre tramite grange, grandi aziende affidate a fratelli conversi. Hauterive ne possiede nove nel XII secolo: nelle Prealpi per il latte, sull'Altopiano per i cereali, sulle rive del Lemano per la vite. Dal 1141 i cistercensi di Hautcrêt cominciano a creare un vigneto al Dézaley. Hauterive gestisce anche diversi mulini lungo i suoi canali, tra cui un mulino da carta citato nel 1445.

Certose e conventi femminili

I certosini arrivano più tardi, nelle valli della Gruyère. Girardo I e Girardo II di Corbières fondano La Valsainte nel 1295, sul territorio dell'attuale comune di Val-de-Charmey. La certosa esercita la giustizia, anche penale, nella valle del Javroz. Nel 1307 Guillemette di Grandson e il figlio Pietro III, conte di Gruyère, fondano La Part-Dieu sul fianco del Moléson, nel comune di Gruyères.

Anche le donne hanno le loro case. L'abbazia della Maigrauge, a Friburgo, dipende da Hauterive dal 1261. Nel 1269 un gruppo di donne guidato da Juliette de Villa fonda La Fille-Dieu presso Romont. Il convento è incorporato nell'ordine cistercense solo nel 1346-1348. Attraversa la Riforma, poi la secolarizzazione del 1848, che gli toglie per un periodo il diritto di accogliere novizie. Questo diritto gli è restituito già nel 1856.

Monasteri signori di villaggi

Un'abbazia non era solo un luogo di preghiera. Possedeva terre, riscuoteva decime e spesso governava villaggi. Intorno a Romainmôtier la Pôté (dal latino potestas) forma già nel 1050 un territorio compatto di dodici villaggi. I suoi abitanti hanno uno statuto particolare attestato dal 1266: liberi nella persona e nei beni, devono una fedeltà esclusiva al priore. Se acquisiscono la cittadinanza altrove, devono lasciare la signoria e abbandonare le terre del convento.

Bellelay esercita la giurisdizione su una piccola signoria detta courtine, che comprende soprattutto Fornet, Lajoux e Les Genevez. L'alta giustizia vi resta al vescovo di Basilea. L'abbazia possiede inoltre numerose parrocchie, tra cui Boécourt, Bassecourt, Les Genevez, Tavannes e La Neuveville. Alla fine del XII secolo fonda una filiale a Grandgourt, presto ridotta a priorato.

Il capitolo di Moutier-Grandval detiene i diritti signorili sulla prevostura di Moutier fino alla fine del XVI secolo. Quello di Saint-Ursanne esercita i diritti di signoria su tutta la prevostura omonima. In Vallese l'abbazia di Saint-Maurice recupera dopo il 1128 beni perduti, come Salvan nel 1138 e la prevostura di Bagnes nel 1143. Payerne, infine, ha beni in un centinaio di località, dalla Broye al Vully e fino al Lemano.

La donazione del 999 ha avuto effetti duraturi. Quell'anno il re Rodolfo III di Borgogna dona l'abbazia di Moutier-Grandval al vescovo di Basilea. Il Dizionario storico della Svizzera vi vede l'origine del futuro principato vescovile di Basilea.

1536: la Riforma chiude i monasteri vodesi

La conquista del Paese di Vaud da parte di Berna nel 1536 pone fine alla vita religiosa in quasi tutte le case vodesi. I bernesi secolarizzano Romainmôtier il 27 gennaio 1537. La casa del priore diventa il castello del balivo bernese. L'abbazia del Lac de Joux scompare nel 1536 e i suoi beni sono secolarizzati. A Hautcrêt gli edifici servono da ospedale dal 1539 al 1554 circa, poi da residenza del balivo, prima di scomparire per mancanza di manutenzione. A Montheron la città di Losanna raccoglie gli oggetti di culto, gli archivi e i beni.

Le chiese sopravvivono spesso grazie a usi profani. A Bonmont la chiesa è suddivisa in granaio sopra una cantina, caseificio, panetteria e cappella sospesa. I bernesi vi costruiscono il castello balivale nel 1736, al posto dell'ospedale dei monaci. A Payerne l'abbaziale serve da deposito nel XVII e XVIII secolo, poi da caserma, palestra, prigione e archivio nel XIX secolo. A Neuchâtel, Fontaine-André perde il suo ultimo abate nel 1539. Il suo dominio è dato in affitto, poi passa in mani private nel 1784.

Nemmeno le abbazie rimaste in terra cattolica sono tutte risparmiate. Friburgo sopprime Humilimont nel 1580, nonostante le proteste dei monaci, per favorire l'insediamento dei gesuiti in città. Il papa autorizza nel 1778 la soppressione della Valsainte, i cui monaci raggiungono La Part-Dieu.

La Rivoluzione e il XIX secolo

Nel Giura la Rivoluzione francese completa il processo. I canonici di Saint-Ursanne si disperdono prima della soppressione formale del loro capitolo nel 1793. Bellelay, protetta per un tempo dalla neutralità elvetica, è soppressa nel dicembre 1797 e i suoi beni sono venduti. Il capitolo di Moutier-Grandval, rifugiato a Delémont dal 1534, scompare di fatto con l'invasione francese del 1797 e di diritto con il concordato del 1801. Lucelle è dichiarata bene nazionale nel 1789 e venduta. La chiesa è demolita, e fonderie e fucine occupano il sito fino al 1882.

Nel cantone di Friburgo la secolarizzazione del 1848 colpisce Hauterive e La Part-Dieu. I manoscritti di Hauterive, la più importante collezione medievale di un convento della Svizzera occidentale, partono per Friburgo. L'edificio ospita una scuola di agricoltura nel 1850, poi la scuola normale del cantone nel 1859. I certosini, cacciati dalla Part-Dieu, riprendono La Valsainte nel 1859 e la ricostruiscono tra il 1863 e il 1868.

Nel XX secolo alcuni monaci ritornano. Cistercensi venuti da Wettingen-Mehrerau si stabiliscono a Hauterive nel 1939, che ridiventa abbazia nel 1973. La Valsainte è oggi l'ultima certosa della Svizzera. A Saint-Maurice la comunità ha attraversato tutti questi periodi. All'inizio del XXI secolo conta una cinquantina di confratelli e dirige un collegio di circa mille allievi.

Che cosa si può vedere oggi

Diverse abbaziali si possono visitare. A Payerne si vedono la navata degli anni 1070-1080, pitture del nartece verso il 1200 e capitelli romanici. A Romainmôtier la chiesa della fine del X secolo è stata restaurata dal 1899 al 1915, poi dal 1992 al 2000. A Bonmont la chiesa è dichiarata monumento storico nel 1942 e appartiene al Cantone di Vaud dal 1982. Il suo restauro si è concluso nel 1995.

A Hauterive le parti romaniche del chiostro e della chiesa sono tra i primi esempi di architettura cistercense. Il coro ligneo della fine del XV secolo si deve all'abate Jean Philibert. A Bellelay la chiesa barocca consacrata nel 1714 ospita mostre e concerti dal 1963. Gli edifici sono serviti da ospedale psichiatrico dal 1899 al 2022. A Saint-Maurice la chiesa è rinnovata e ampliata dopo la frana del 1942, elevata a basilica nel 1948 e consacrata nel 1949. Il tesoro dell'abbazia conserva pezzi merovingi e carolingi.

Altre case sono quasi scomparse. Non resta nulla dell'abbaziale romanica di Montheron, né degli edifici di Hautcrêt. Il nome dell'antica abbazia sopravvive però in quello del comune di L'Abbaye, nella Vallée de Joux.

Le località citate

Fonti

  1. Germain Hausmann, « Saint-Maurice (abbaye) », Dictionnaire historique de la Suisse (DHS), version du 30.07.2015
  2. Germain Hausmann, « Romainmôtier (prieuré) », DHS, version du 12.06.2017
  3. Germain Hausmann, « Payerne (abbaye) », DHS, version du 28.05.2020
  4. Kathrin Utz Tremp, Stéphanie Lachat, « Moutier-Grandval », DHS, version du 20.01.2026
  5. Jean-Paul Prongué, « Saint-Ursanne (chapitre collégial) », DHS, version du 11.06.2020
  6. Ernst Tremp, « Hauterive (abbaye) », DHS, version du 29.11.2007
  7. Patrick-R. Monbaron, « Bonmont (abbaye) », DHS, version du 01.04.2010
  8. Alexandre Pahud, « Hautcrêt », DHS, version du 13.03.2017
  9. Alexandre Pahud, « Montheron », DHS, version du 02.12.2008
  10. André Chèvre, « Lucelle », DHS, version du 26.11.2009
  11. Claire Martinet, « Lac de Joux », DHS, version du 10.03.2009
  12. Jean-Claude Rebetez, « Bellelay », DHS, version du 24.09.2025
  13. Kathrin Utz Tremp, « Humilimont », DHS, version du 22.01.2026
  14. Jean-Pierre Jelmini, « Fontaine-André », DHS, version du 06.04.2023
  15. Peter F. Kopp, « Valsainte, La », DHS, version du 11.11.2016
  16. Ernst Tremp, « Part-Dieu, La », DHS, version du 27.09.2010
  17. Kathrin Utz Tremp, « Fille-Dieu, La », DHS, version du 29.11.2005

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