Le palafitte del lago di Neuchâtel e del Lemano

Sott'acqua o nelle paludi del lago di Neuchâtel e del Lemano si trovano i resti di villaggi costruiti tra il Neolitico e la fine dell'età del Bronzo. Diversi di questi siti sono iscritti nel patrimonio mondiale dell'Unesco dal 2011.

Che cosa si chiama palafitta

Il Dizionario storico della Svizzera parla di «stazioni palafitticole». Il termine palafitta viene dall'italiano pali e fittare (piantare). Sono villaggi costruiti sulle rive dei laghi e delle paludi intorno alle Alpi: in Svizzera, Germania, Austria, Francia, Italia e Slovenia. La maggior parte dei siti svizzeri si trova sull'Altopiano.

Questo tipo di insediamento compare nel Neolitico medio e scompare quasi completamente alla fine dell'età del Bronzo, tra l'850 e l'800 a.C. Il Dizionario distingue quattro grandi periodi di occupazione sull'Altopiano: il Neolitico medio (4300-3400 a.C.), il Neolitico finale (3300-2450 a.C.), il Bronzo antico (1810-1490 a.C.) e il Bronzo finale (1080-850 a.C.). Il Bronzo medio e recente non ha restituito villaggi lacustri; il Dizionario mette questa lacuna in relazione con un innalzamento del livello dei laghi, di origine climatica, tra il 1500 e il 1100 a.C. circa.

Una scoperta dell'inverno 1853-1854

I primi resti vengono individuati nell'inverno 1853-1854 nel lago di Zurigo. Una siccità abbassa il livello dell'acqua e scopre pali di quercia e oggetti a Meilen. Ferdinand Keller, presidente della Società degli antiquari di Zurigo, vi vede un villaggio costruito su una piattaforma sopra l'acqua. Il Dizionario nota che la sua immagine si ispira a incisioni di villaggi lacustri dell'Indonesia, pubblicate dopo la spedizione di Jules Dumont d'Urville.

La stessa siccità tocca la Svizzera romanda: a Saint-Aubin-Sauges mette in parte all'asciutto la stazione di Port-Conty. Frédéric Troyon è il primo a cercare questi resti nel Lemano e nel lago di Neuchâtel. A Morges i villaggi di Les Roseaux, La Grande-Cité e Vers-l'Église sono esplorati dal 1854. Nel 1858 Ferdinand Keller segnala stazioni a Hauterive e al Petit-Cortaillod. Edouard Desor fa conoscere il termine sul lago di Neuchâtel, e François-Alphonse Forel dedica al Lemano una monografia in tre volumi (1892, 1896 e 1904).

Il mito dei «Lacustri»

Secondo il Dizionario, l'interpretazione di Keller fece nascere il mito delle «stazioni lacustri». Il Dizionario collega questo mito alla ricerca di un'identità nazionale dopo la nascita dello Stato federale nel 1848. Si opponevano allora i «Lacustri» ai «Terrestri», ritenuti meno progrediti. Questa contrapposizione è stata discussa e criticata da Emil Vogt nel 1955 ed è oggi respinta.

Oggi si sa che questi villaggi appartengono alle stesse culture del Neolitico e dell'età del Bronzo degli insediamenti di terraferma. Le case avevano spesso un pavimento rialzato, per proteggersi dalle piene stagionali. Molti villaggi erano circondati da una palizzata frangiflutti, e alcuni erano collegati alla riva da un sentiero.

La correzione delle acque del Giura e i saccheggiatori

Sul lago di Neuchâtel, la prima correzione delle acque del Giura abbassa il livello del lago. A Cortaillod le stazioni rimaste all'asciutto sono ampiamente saccheggiate tra il 1876 e il 1879, e molti oggetti partono per l'estero. A Hauterive l'abbassamento del lago nel 1880 rivela l'estensione dell'occupazione. Ad Auvernier i primi scavi, tra il 1854 e il 1919, sono definiti caotici, e l'abbassamento del lago ingrandisce il territorio comunale di circa 15 ettari.

Il sito di La Tène, a Marin-Épagnier, scoperto nel 1857, è anch'esso sfruttato dopo la correzione delle acque. Non è un villaggio palafitticolo, ma un sito celtico dell'età del Ferro.

Ciò che il legno permette di datare

Nell'acqua e nel fango si conservano il legno, i cesti e i tessuti. Il Dizionario sottolinea che questi materiali permettono datazioni molto precise grazie alla dendrocronologia, che data l'abbattimento di un albero dai suoi anelli di crescita.

Le schede del sito ne danno diversi esempi. A Gorgier il villaggio di Les Argilliez, della cultura di Cortaillod, è datato tra il 3841 e il 3528 a.C. circa; il sito è stato cartografato nel 2015, con 4'834 pali su 7'000 m². A Bevaix il villaggio di L'Abbaye 2, oggi a 180 metri dalla riva, è occupato tra il 1053 e l'878 a.C. A Hauterive un villaggio del Bronzo finale copre 8'700 m², e i suoi 7'500 pali permettono di ricostruire le piante delle case. A Corsier-Port, sul Lemano, l'analisi di 253 pali ha permesso di distinguere otto fasi di abbattimento.

Alcuni siti dei due laghi

Sul lago di Neuchâtel, le rive di Auvernier contano dieci zone di antichi villaggi su 1,5 km. Le stazioni di Concise hanno restituito migliaia di oggetti datati dal 3850 al 1050 a.C. circa. Chevroux conta una dozzina di stazioni sulla sua riva. A Yvonand lavori di drenaggio nella località Le Marais permettono di identificare le stazioni nel 1920 e nel 1921; secondo il Dizionario, questo sito segna il limite occidentale della cultura di Horgen nella Svizzera romanda. A Grandson il villaggio di Corcelettes è la principale stazione dell'età del Bronzo del comune.

Sul Lemano, la stazione di Versoix-Bourg si trova a circa 170 metri dalla riva attuale. Copre più di tre ettari secondo l'articolo del Dizionario dedicato al sito, quasi quattro secondo l'articolo generale; un sentiero di pali e ciottoli la collegava alla riva. La stazione di Bellerive I, del Bronzo finale, è la meglio conservata della riva svizzera del Petit-Lac. Altre stazioni si trovano a Tolochenaz (Le Boiron) e a Préverenges.

Patrimonio mondiale dal 2011

Nel 2011 l'Unesco iscrive nel patrimonio mondiale il bene seriale «Siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino». Riunisce 111 siti, di cui 56 in Svizzera, costruiti tra il 5000 e il 500 a.C. circa secondo l'Unesco. Il Dizionario conta in Svizzera più di 394 altri insediamenti palafitticoli, associati all'iscrizione senza figurare nella lista.

Tra i siti iscritti dei due laghi figurano Auvernier-La Saunerie e Auvernier-Les Graviers, Bevaix-L'Abbaye 2, Gorgier-Les Argilliez, Saint-Aubin-Sauges Port-Conty, le stazioni di Concise, Corcelettes a Grandson, Yvonand-Le Marais, Chevroux, Morges, Préverenges I, Corsier-Port, Versoix-Bourg e Bellerive I. Il Dizionario cita tra le minacce la navigazione a motore, il prosciugamento delle paludi e la cementificazione delle rive.

Le località citate

Fonti

  1. Pierre Corboud, « Stations littorales », Dictionnaire historique de la Suisse (DHS), version de 2010 remaniée le 03.04.2019
  2. UNESCO, Centre du patrimoine mondial, « Prehistoric Pile Dwellings around the Alps » (bien n° 1363, inscrit en 2011)

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